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L’isola dei beati

Il Collier Inn, il centro dell’isola da più di cent’anni.
Foto: www.useppa.com
Romanticismo sotto le palme – gli yacht dell’isola Useppa.
Foto: www.useppa.com
Veduta aerea dell’isola, estesa soltanto un chilometro quadrato.
Foto: www.useppa.com

Sull’isola di Useppa, nei pressi di Fort Myers, una città situata sulla costa occidentale della Florida, riprende vita un’epoca ormai passata. Ciò vale solo per poche persone: possono infatti accedervi soltanto i membri del club.

Come al solito tutto ebbe inizio con una bella donna. Nel XVII secolo un pirata rapì la principessa spagnola Joseffa de Mayorga. Non sappiamo se lo fece per amore o soltanto per possedere un altro tesoro. In ogni caso questo tesoro non voleva essere posseduto. Joseffa trattò con indifferenza José Gaspar, che di conseguenza nascose il suo tesoro su un’isola deserta. Venne chiamata l’isola di Joseffa, un nome che nel tempo si trasformò in Useppa. Ciononostante, la bellezza e la distanza di Joseffa rimasero invariate. Useppa è un paradiso poco accogliente, per lo meno per gli estranei. Vi hanno accesso soltanto i membri del club. È per questo che non vi è traffico, l’acqua del mare è blu come il cielo, e si fa un viaggio indietro nel tempo nell’epoca vittoriana.

Per gli stranieri è conveniente

L’estensione dell’isola di Useppa è di appena un chilometro quadrato e con una veduta aerea è possibile contarne le case. Il club dell’isola non conta mai più di 700 membri nello stesso momento, i quali possono invitare ospiti per trascorrervi le vacanze. Sono a disposizione suite, cottage e appartamenti di villeggiatura, e per chi desidera godersi allo stesso tempo l’antico (e un po’ esagerato) splendore degli stati del Sud c’è il Collier Inn.

La casa bianca realizzata in legno rappresenta il centro dell’isola da più di cent’anni e oggi viene gestita dal «Resident Manager» Chad Cadwell. Quest’ultimo spiega come si fa a diventare soci del club dell’isola. Gli statunitensi pagano una tassa di ammissione di 1.600 dollari e una quota mensile di 130. Non chiarisce perché gli stranieri paghino soltanto 500 dollari come tassa di ammissione e quota annuale. Rimane comunque un bel gesto. Purtroppo può succedere però di rimanere sulla lista d’attesa per anni interi.

Un rocker degli AC/DC è un ospite abituale

Qui una volta trascorrevano le vacanze le famiglie Roosevelt, Rockefeller e Vanderbilt, oltre a star del cinema della migliore epoca di Hollywood, politici e imprenditori provenienti da tutti gli angoli degli USA; oggi tra i membri del club vi è il cantante austriaco Rainhard Fendrich, mentre Cliff Williams, bassista della band hard rock AC/DC, vi si reca regolarmente.

Gli interessati possono visitare l’isola prendendo il traghetto che ogni giorno parte da Captiva. Dopo tre ore abbondanti i visitatori si ritrovano per ripartire – soltanto i residenti e i loro ospiti possono pernottare sull’isola.

(pruductions/rh)

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