Semplicemente complicate
L’elmetto: gli ultimi modelli non proteggono soltanto la testa. Devono essere leggeri e comodi, confortevoli da indossare, e non somigliare a quelli da astronauti. L’Uvex Injection Shell, per esempio, incanala l’aria umida del respiro in sottili canali e rivestimenti interni assorbenti; il Giro Revolver presenta degli incavi per gli occhiali da sci in modo da poterli portare sotto.
Gli occhiali: il modello Cybric GTV di Alpina si adatta alla luce dell’ambiente per non affaticare gli occhi. I nuovi occhiali di Uvex sono fatti di cristalli liquidi, come un televisore LCD, e se ne può regolare la luminosità.
La tuta da sci: le giacche Powderhorn regolano automaticamente l’equilibrio termico. Nella loro imbottitura, 80% in piuma e 20% in viscosa, sono inserite palline di ceramica in grado di immagazzinare il calore e rilasciarlo al corpo quando si raffredda.
Il produttore svizzero X-Bionic offre vestiti che grazie a tessuti speciali e canali spingono l’umidità verso l’esterno. L’inserimento di fili d’argento blocca la strada ai batteri e impedisce il formarsi di cattivi odori. Il tessuto non perde le sue proprietà sotto pressione, per esempio quella esercitata dalle cinghie dello zaino.
Un attacco salva ginocchio
L’attacco: oggi l’incidente più comune tra gli sciatori non è più la frattura della gamba ma la lesione del legamento crociato. Il nuovo attacco Kneebinding è capace di prevenirlo sganciando la sicura del tallone già a una leggera torsione della gamba.
Le scarpe: è finita l’epoca del materiale espanso. Oggi il guscio viene sagomato con il calore e adattato al piede. Le Fischer Soma My Style sono delle scarpe di questo genere; il guscio delle scarpe Salomon è sagomabile fino a sei millimetri. Roces, con il suo modello Idea, offre delle scarpe da sci per bambini che possono essere regolate a seconda del numero ed essere indossate dall’infanzia all’adolescenza.
Gli sci: torna a essere richiesto il sistema a sandwich. Con nuovi materiali e combinazioni. I soprasci e i sottosci sono uniti in modo flessibile, garantendo più velocità e silenziosità. Atomic ha presentato questo sistema nei suoi sci Double Deck già nel 2008 e lo sciatore svizzero Daniel Albrecht ha vinto la sua prima gara utilizzando proprio questi sci.
E cosa rimane per quelli che non sciano? Per lanciarsi nella battaglia dei materiali ci sono gli slittini hightech, come l’Alurunner. Superleggeri, dotati di molle e ammortizzatori regolabili. E a parte gli sci, si può comunque usare tutto quello che abbiamo elencato sopra…
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