Tutt’altro che glamour, ma amatissimo dalle star
Else Neuländer-Simon – alla nascita Else Ernestine Neuländer – nome d’arte Yva, è morta circa 70 anni fa. L’hanno uccisa i nazisti, nel 1942, mentre si trovava nel campo di concentramento di Majdanek. Ma il suo spirito è ancora presente tra di noi, per la precisione in Schlüterstrasse 45 a Berlino-Charlottenburg. Come quando era in vita, ancora oggi la fotografa è un richiamo irresistibile per artisti e stelle del cinema. Non c’è altra spiegazione, sennò, al fatto che l’hotel Bogota sia una tale attrazione, pur essendo poco appariscente quanto la panetteria sotto casa.
Nel 1934 Else Neuländer-Simon – al secolo Yva – si trasferì fresca di nozze in Schlüterstrasse, al numero civico 45. Le sue fotografie ritraevano abiti femminili, donne in pose provocanti, sicure di sé – e nude. Con i suoi scatti, sovvertì la morale borghese dell’epoca, rivoluzionando l’immagine tradizionale del gentil sesso – soprattutto quella dei nazisti, appena saliti al potere.
Nel 1936 l’allora sedicenne Helmut Newton – divenuto successivamente fotografo di fama mondiale – lavorò nell’atelier di Yva come apprendista. Fu lui stesso a definire i due anni trascorsi insieme a lei come il periodo più felice della sua vita. Dopo che, nel 1942, Else Neuländer-Simon e suo marito Alfred Simon furono deportati nel campo di concentramento di Majdanek e probabilmente uccisi in quel medesimo anno, la casa divenne sede della Reichskulturkammer, la Camera della cultura del Reich – la massima autorità in materia di censura durante il regime nazista.
Terminata la guerra, nel 1945 gli inglesi intrapresero un’opera di «denazificazione» della casa di Schlüterstrasse 45, dopodiché vi si insediò la Camera degli artisti.
Nel 1964 l’ebreo Heinz Rewald trasformò la dimora in una pensione, che chiamò Bogota dal nome della città in cui si rifugiò durante l’esilio. Nel 1976 l’attività passò nelle mani della famiglia Riessman.
Helmut Newton ha detto a proposito del Bogota: «Dormite in camere sacre». La star di Hollywood Rupert Everett, inglese di nascita, alloggia solo ed esclusivamente qui quando è a Berlino, sempre nella medesima stanza, tanto da affermare: « Non c’è hotel che io preferisca al mondo».
A questo hotel particolare è dedicata una mostra esclusiva, allestita presso il museo Charlottenburg-Wilmersdorf, in Schlossstrasse 69, fino a fine marzo. L’ingresso è libero. In linea con la filosofia del Bogota…
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