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«Decisione facile»

Markus Scherdel a bordo di HB-SIA.
Foto: Solar Impulse

Dal volo inaugurale di Solar Impulse il 7 aprile 2010 è stato soprattutto lui, Markus Scherdel, 47 anni e pilota collaudatore di professione, a pilotare nei cieli HB-SIA. Cosa ha spinto il tedesco a infilarsi nel cockpit dell’aereo solare svizzero?

Una piccola premessa: sì, c’è stato un tempo in cui i piloti collaudatori erano dei temerari, che rischiavano l’osso del collo ai comandi di trappole volanti, ma questo appartiene al passato. Oggi la temerarietà non è più una qualità essenziale, piuttosto vengono richieste attenzione, precisione e conoscenze ingegneristiche, quando si tratta di testare un velivolo. Del resto costruire un nuovo aereo è costoso e complesso. Il bagaglio di esperienza del pilota responsabile è quindi una dote preziosa in fase di sviluppo, in particolare le sue osservazioni e analisi durante i voli di prova.

Markus Scherdel soddisfa perfettamente questi requisiti. L’ingegnere aeronautico e astronautico nel team di Solar Impulse appariva sorprendente calmo e rilassato, poco prima di decollare ad inizio aprile con HB-SIA per il primo volo e scrivere così una pagina di storia dell’aviazione. «Riportare a terra l’aereo intatto» rispondeva allora sorridendo alla domanda, su quale fosse l’obiettivo principale del battesimo dell’aria dell’aereo solare. Scherdel lavora già da tre anni al progetto svizzero e ha contribuito allo sviluppo e certificazione del velivolo come pure all’allestimento del simulatore di volo. «Seguivo il progetto da qualche tempo in internet» risponde il campione tedesco di volo a vela, alla domanda sul motivo che l’ha spinto a lavorare per Solar Impulse. «Quando l’ingegnere capo Marcus Basien mi chiese, se volevo partecipare attivamente, decidere è stato facile». È convinto che l’umanità in futuro dovrà puntare maggiormente sulle energie rinnovabili e che questo è possibile già oggi. «Ovviamente mi stimola molto anche la sfida implicita di collaborare a un progetto davvero unico».

«Tutto quanto ha a che fare con il volo mi ha sempre entusiasmato» continua Scherdel alla domanda se diventare pilota collaudatore è sempre stato il suo sogno. «Ho iniziato con il far volare i modellini radiocomandati, poi ho ottenuto la licenza di pilota privato e ho scelto di studiare tecnica aeronautica e astronautica all’Università di Monaco». Successivamente ha avuto l’opportunità di coniugare il volo con la scienza e di lavorare come pilota tecnico di aeroplani presso il centro tedesco di aeronautica e astronautica e di assolvere la formazione di pilota collaudatore. Da allora Scherdel ha lavorato, tra l’altro, alla costruzione dell’aereo passeggeri 728JET del costruttore tedesco-americano Fairchild-Dornier.

Quanto Scherdel sia appassionato di volo si nota soprattutto dopo una lunga giornata dedicata ai voli di prova, quando la calma torna lentamente alla base di Solar Impulse. Scherdel, che ha trascorso il mattino nella cabina di HB-SIA e il pomeriggio in riunione tecnica, prende il suo aereo telecomandato e si rilassa con spericolate manovre di volo sopra l’hangar. «Oggi non ne abbiamo ancora avuto abbastanza di stare lassù» scherza. Per quanto tempo rimarrà ancora con Solar Impulse? Risposta semplice: «Spero ancora a lungo».

(Martin Reichlin)

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