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Una costruzione molto delicata

L’HB-SIA: 61 metri di delicata apertura alare
Foto: Solar Impulse

Il fatto che Solar Impulse abbia bisogno di molto sole per decollare è cosa ovvia. Tuttavia anche il vento influisce notevolmente sulle condizioni di volo. Per questo motivo anche se splende il sole per Solar Impulse non significa automaticamente «pronti al decollo»!

Nei mesi scorsi il velivolo solare del progetto svizzero Solar Impulse ha sempre dovuto restare a terra per giorni o settimane intere perché il tempo non consentiva di effettuare voli di prova. E più di una volta giunse comunicazione da Payerne che si attendevano condizioni favorevoli, meno vento e una situazione meteo più stabile. Il motivo per cui si dà tanta importanza all’influsso delle condizioni meteo risiede nella costruzione sperimentale, che potremmo definire addirittura estrema, dell’HB-SIA. Le quasi 12 000 celle solari, la propulsione elettrica e le lamine sensibilmente sottili con cui sono rivestite fusoliera, ali e cabina di pilotaggio escludono a priori l’impiego del velivolo in caso di pioggia.

Inoltre, volando a una velocità compresa tra 50 e 70 km/h soltanto, avendo una superficie alare di circa 200 metri quadrati e un peso di mezza tonnellata, il velivolo reagisce in modo estremamente sensibile anche ai venti. Per farsi un’idea, anche la vela maestra della barca con cui Alinghi vinse la America’s Cup a Valencia nel 2007 misurava 200 metri quadrati, ma lo yacht pesava sempre la bellezza di circa quattro tonnellate.

Pertanto, non è difficile immaginarsi che la leggerezza dell’HB-SIA lo renda particolarmente sensibile alle correnti ascensionali termiche, ai venti locali laterali, ma anche ai venti contrari. Il pilota che testa Solar Impulse, Markus Scherdel, lo ha provato sulla sua pelle al termine dell’ottavo volo di prova. Quando verso mezzogiorno cercò di atterrare dopo cinque ore di volo, il sole aveva già scaldato l’asfalto del corridoio di avvicinamento a tal punto da creare correnti ascensionali che facevano sollevare la macchina, contro ogni aspettativa del pilota. «È stato l’atterraggio più difficile che abbia mai effettuato con questo velivolo», affermò Scherdel successivamente. Si partirà senza alcuna eccezione il mattino presto, quando la termica non è ancora attiva.

Per l’impiego di Solar Impulse questo significa che i venti non devono superare i cinque nodi a terra (9,25 km/h) e i 10 nodi in quota (18,5 km/h) nonché, di conseguenza, che per la buona riuscita di una missione dell’HB-SIA il meteorologo è importante quasi quanto il pilota. Per il secondo tentativo di primo volo notturno di Solar Impulse mercoledì mattina ha dato il via libera – lo racconteremo in diretta.

(Martin Reichlin)

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