38: Che ruolo hanno avuto i nuovi media nei disordini nell'estate 2011 a Londra?
Non ci è voluto molto perché nei servizi sulla guerriglia urbana di Londra si parlasse anche delle nuove tecnologie. Stando ai mass-media, pare che Blackberry Messenger, un servizio di messaggistica istantanea che funziona solo fra cellulari Blackberry, fosse il mezzo di comunicazione principale per il coordinamento delle sommosse.
Proprio il Blackberry, verrebbe da aggiungere, conosciuto finora come il telefono di manager e banchieri. È rimasta sorpresa anche la polizia, che invece aveva concentrato l'attenzione sui social network più diffusi, Facebook e Twitter. Quando non c'erano più dubbi sul fatto che i messaggi più importanti transitassero attraverso Blackberry, sono giunte le richieste di bloccare momentaneamente il servizio.
Oggi va di moda evidenziare il ruolo delle nuove tecnologie in questi grandi eventi. Si pensi alla «Twitter revolution» del 2009 in Iran e alle «Facebook revolutions» in Tunisia ed Egitto all'inizio di quest'anno. Ora si parlerà dei «disordini del Blackberry» a Londra?
Va detto che è ovvio che entrino in gioco i nuovi media per eventi cui partecipano molte persone che devono anche tenersi in contatto costantemente. Oggi la maggior parte delle persone sceglie questi mezzi per comunicare. Una volta si usavano gli sms, ancor prima i volantini. Tutti sanno per esperienza che chi deve organizzare un evento o una manifestazione usa i mezzi più moderni e appropriati.
Proprio l'esempio di Londra evidenzia molto bene quanto sia problematico attribuire un ruolo preciso ai mezzi tecnologici. È vero che i giovani londinesi hanno chiamato a raccolta i compagni via Blackberry Messenger, ma poco più tardi altri giovani londinesi si sono accordati via Twitter per aiutare a riportare l'ordine sulle strade devastate.
I nuovi media non influiscono sul corso degli eventi in modo positivo o negativo. Non sono nient'altro che il mezzo di comunicazione di chi vuole provocare qualcosa con effetti positivi o negativi. Si tratta di un mezzo di comunicazione potente, è vero. Però dovremmo riflettere sulle persone che lo usano e non sul mezzo di comunicazione stesso.
Il testo:
David Bauer, giornalista e autore del libro «Kurzbefehl – Der Kompass für das digitale Leben» («Comandi e shortcut - Come vivere nel digitale», uscito per Echtzeit Verlag e disponibile in commercio), scrive ogni settimana, in esclusiva per Bluewin.ch, sul vivere digitale, affrontando domande a cui Google e Wikipedia non hanno risposte.
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