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Asia Argento

Asia Argento
Foto: diritti riservati

La figlia del celebre regista horror Dario segue le orme del padre. In cantiere un progetto ambizioso, ma nel cuore un po' di amarezza perchè il cinema italiano sembra non prenderla nella giusta considerazione.

Un padre famosissimo, il regista di film horror Dario Argento, una schiera di parenti che lavorano con diverse mansioni nel mondo del cinema, un carattere timido e ribelle allo stesso tempo. Asia Argento, 34 anni e già una ricca carriera alle spalle, per la prima volta si è raccontata a cuore aperto al pubblico. E' successo in occasione del Festival del Film di Roma, svoltosi nell'ottobre scorso.

L'ex compagna del cantante e conduttore Morgan dal quale ha avuto una bambina chiamata Anna Lou (nata il 20 giugno 2001), che ha abbandonato da un pezzo il look e gli atteggiamenti di "dark lady", rifiuta l'etichetta di "figlia di papà" e spiega il perchè.
L'attrice, attualmente sposata con il regista italo-americano Michele Civetta (i due hanno un figlio, Nicola Giovanni, nato a Roma nel 2008), non ha avuto, come tanti figli di artisti, una giovinezza semplice.
«Che paura compiere 34 anni! Però, non tornerei mai ai 20: ero infelice, sempre sola»- ha dichiarato. Forse per questo, per combattere timidezza e solitudine, all'inizio della sua carriera ha scelto solo ruoli selvaggi e borderline, che reputava più divertenti.

Asia ha iniziato a lavorare prestissimo, a 9 anni. Il percorso non è stato tuto in salita. Dopo il bel ruolo di Arianna, la ragazza paraplegica che conquista il cinico conduttore televisivo Carlo Verdone in "Perdiamoci di vista" (1994), per cui vince il David di Donatello e il Ciak d'Oro, questa tormentata enfant prodige si imbatte in Nanni Moretti che in 'Palombella rossa' le chiedeva di ripetere le scene 80 volte. A questo punto Asia dice stop per ben tre anni, convinta che il mestiere di attrice non faccia per lei.

A sbloccarla arriva Michele Placido che la dirige in 'Le amiche del cuore'. Poi lavora tanto all'estero, in Francia e negli Stati Uniti. Da un po' di tempo è tornata a vivere in Italia ma, come afferma lasciando trasparire una punta di amarezza, sembra che il cinema italiano non se ne sia accorto. Ma «forse non ci sono ruoli adatti a me...»
Intanto l'attrice che è anche scrittrice di racconti e poesie, continua la strada intrapresa nel 1994 con il cortometraggio "Prospettive", sua prima opera da regista, seguito nel 2000 dal suo primo lungometraggio, "Scarlet Diva".
In cantiere, infatti, c'è un progetto ambizioso: il suo terzo film da regista, ispirato a un famoso romanzo giapponese di Inoue Yasushi. Si intitola Il fucile da caccia e racconta la storia di un triangolo amoroso raccontato dai tre punti di vista dei protagonisti.
Curiosità: tra gli artisti italiani, Asia è legata da profonda amicizia a Loredana Bertè, e ha fatto da regista a molti video musicali della cantante.


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