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Patti chiari: La tassa sul sacco

Foto: RSI

Quando il cassonetto della spazzatura č dell'ultima generazione, moderno, che pesa l'immondizia... ma non si apre.

Immaginate di avere in mano un sacco della spazzatura puzzolente. Immaginate di essere davanti al cassonetto, ma non uno qualsiasi, uno di ultima generazione, elettronico, come se ne cominciano a vedere anche nella svizzera italiana, uno di quelli che pesa la spazzatura prodotta e poi permette di fatturare i costi della sua eliminazione. Siete lì davanti al cassonetto con l’intenzione di liberarvi al più presto del pattume e, sorpresa, il cassonetto non si apre. A questo punto iniziate il tour dei contenitori per trovare quello che funziona!

Questo è ciò che succede agli abitanti di un comune ticinese che, stufi della situazione, hanno deciso di lanciare un referendum. Un altro comune, invece, ha avviato una causa per i difetti di funzionamento di questo sistema elettronico per la raccolta dei rifiuti. E un altro ancora è pronto a dotarsi di questo impianto.

Patti chiari parte da un caso che fa discutere per fare il punto sulla tassa del sacco, tra i comuni che sono ligi alle regole, tra chi ha scelto soluzioni pragmatiche e chi, invece, non ne vuole proprio sentire di imporre una nuova imposta ai suoi cittadini. 

Ma dove le tasse ci sono, i cittadini si comportano meglio? Cosa gettano nel sacco dei rifiuti? Viaggio di Patti chiari fra i disguidi dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, del turismo dei rifiuti e del principio «chi inquina paga».

Venerdì 16 febbraio, LA1, 21:05

(RSI / la redazione)

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