Il magico mondo delle candele di Asti

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Municipio di Asti illuminato.

Livia Fabietti
12.11.2013 - 04:29

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Una tradizione artigianale che si perpetua grazie alla Cereria Asticera.

A far capolino tra gli innumerevoli prodotti artigianali che contraddistinguono l'oggettistica natalizia piemontese, sono le candele, oggetti dal fascino senza tempo che, per secoli, hanno avuto una funzione ben diversa da quella che hanno oggigiorno in quanto non erano semplici oggetti d'arredo in grado di regalare all'atmosfera quel tocco di romanticismo, in quanto rappresentavano una delle principali fonti d'illuminazione.

Difficile datare l'invenzione della candela, questo accessorio, per lunghi anni prima dell'avvento dell'energia elettrica, fu di vitale importanza per illuminare gli ambienti. Ciononostante si presume che la prima rudimentale candela risalga al 3.000 a.C.; già nell'antico Egitto, intorno all'XI secolo a.C., si hanno tracce di candele fatte di fibre di papiro intrecciate e ricoperte di pece o di cera d'api mentre gli Etruschi le costruivano con cera e sego per posizionarle tanto tra le mura domestiche quanto nelle tombe o sugli altari. Per tutto il periodo medievale, essendo il costo della cera d'api particolarmente elevato, le candele erano una prerogativa dell'aristocrazia e del clero. Il loro aroma di miele che si diffondeva nell'aria mentre bruciavano era delizioso. Alle classi meno abbienti, spettava l'uso delle candele di sego il cui odore, essendo fatte di grassi, era tuttaltro che piacevole.

La fine delle candele di sego

Solo intorno all'800 si iniziò ad abbandonare le candele fatte col sego, in quel tempo venne infatti introdotta la stearina, un acido animale e ancora la paraffina. Una delle grandi aziende produttrici di cera si trova proprio in Italia; la tradizione della cereria vede infatti Asti distinguersi intorno alla fine del 1800 con la cereria di Carlo Solaro mentre, dai primi del 900, nomi che si ritagliarono un posto di tutto rispetto furono la cereria Pietro Fungo in via Varrone poi rimpiazzata dalla cereria Fracchia che brevettò il cerone liturgico nel 1943, ancora in produzione dalla cereria Asticera che subentrà nel 1998 trasferendo tutti i macchinari dalla centrale via Morelli, al piccolo comune di Celle Enomondo e rimessi in funzione da Andrea Povero, titolare della Cereria Asticera Creazione Forme Artistiche.

La lavorazione delle candele affidata alle mani del maestro ceraio che si avvale della propria abilità manuale e di una cura scrupolosa della materia prima. Nel corso dei secoli le tecniche di produzione hanno subìto diverse modifiche, si è passati dall'antico metodo dell'immersione al sistema del cucchiaio o della bacchetta, alla fusione in stampi di lamiera di ferro che vedeva come protagonista uno stoppino, un cordoncino di cotone formato da più fili intrecciati e imbevuto di cera, immerso in una colonna di combustibile solido e, nella maggior parte dei casi, utilizzando cera d'api ma, a partire dal 1850, a rubare la scena fu la scoperta della paraffina, derivata dal petrolio, più economica e in grado di rendere una luce più chiara e più pura così come la stearina. Al fine di ottenere candele belle e profumate, si usano in aggiunta pigmenti naturali ed olii essenziali.

Nel 2003 la Cereria Asticera in collaborazione con studenti universitari, ha dato vita al progetto di un museo "Fabbrica da Cera" il cui obiettivo principale la valorizzazione del territorio del Comune di Celle Enomondo così come delle tradizioni e dei saperi antichi. A tale fine sono infatti state restaurate e rese funzionanti diverse macchine di fine '800 e primi del '900 e tante attrezzature per la produzione di antiche candele; qui infatti è possibile assistere al ciclo di produzione che va dalla semplice cera grezza al prodotto finale finito.

La cera oggi

Al giorno doggi sono pochissime le fabbriche storiche di candele ancora operative: posto di rilievo quello della Cereria Asticera, riconosciuta dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Asti "Bottega Storica" con laboratorio e locale espositivo con vendita al pubblico e, per chi volesse conoscere i segreti e le tecniche di lavorazione, porte aperte alle visite attraverso un tour didattico che permette di ammirare con i propri occhi diverse macchine di fine '800 e primi del '900, restaurate e ancora completamente funzionanti e tante attrezzature antiche per la produzione di candele, tavoli da lavoro con piccola attrezzatura per incidere, dipingere, profumare, tagliare, costruire gli stoppini o ancora il tornio per cera, linceratrice per stoppini etc. Shopping di qualità, soprattutto durante il periodo natalizio in cui la produzione delle candele a tema è decisamente elevata, come quella per le statuine del presepe, grotte, alberi, stelle, fiori e tantissime candele colorate di forma e dimensione diversa dalla candela da 20 grammi alla piramide da 20 chilogrammi.

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