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Addio a Catherine O'Hara, protagonista in «Mamma, ho perso l'aereo»
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Lutto nel cinema

Addio a Catherine O'Hara, protagonista in «Mamma, ho perso l'aereo»

La star di «Mamma, ho perso l'aereo» si è spenta dopo una breve malattia.

La star di «Mamma, ho perso l'aereo» si è spenta dopo una breve malattia.

Keystone

L'attrice canadese naturalizzata statunitense Catherine O'Hara, celebre per ruoli iconici in film come «Beetlejuice», «Mamma, ho perso l'aereo» e per la serie televisiva «Schitt's Creek», è morta venerdì nella sua casa di Los Angeles all'età di 71 anni.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

30.01.2026, 21:06•30.01.2026, 21:36

La notizia è stata diffusa dal sito statunitense Tmz e confermata da «Variety», precisando che l'attrice si è spenta dopo una breve malattia. Nata a Toronto il 4 marzo 1954, Catherine Anne O'Hara ha costruito una carriera lunga e articolata, attraversando cinema, televisione e doppiaggio con una versatilità rara.

Dotata di uno stile comico sofisticato, spesso surreale, è stata capace di rendere memorabili anche ruoli secondari, diventando nel tempo una vera e propria attrice di culto.

Dagli inizi al successo mondiale

Il primo grande riconoscimento internazionale arriva nel 1988 con «Beetlejuice – Spiritello porcello» di Tim Burton, in cui interpreta Delia Deetz, artista eccentrica e moglie del personaggio interpretato da Jeffrey Jones. Il film diventa un classico e segna l'inizio di un sodalizio artistico che proseguirà decenni dopo con il sequel «Beetlejuice Beetlejuice» (2024), riportando O'Hara sullo schermo in uno dei ruoli più iconici della sua carriera.

La popolarità mondiale esplode però all'inizio degli anni Novanta grazie ai film «Mamma, ho perso l'aereo» (1990) e «Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York» (1992), diretti da Chris Columbus. Nei panni di Kate McCallister, madre del piccolo Kevin interpretato da Macaulay Culkin, O'Hara contribuisce in modo decisivo al successo di due pellicole diventate un appuntamento fisso della programmazione televisiva natalizia.

Parallelamente, l'attrice sviluppa un percorso particolarmente apprezzato nel cinema satirico e nei mockumentary diretti da Christopher Guest, tra cui «Waiting for Guffman» (1996), «Best in Show» (2000), «A Mighty Wind «(2003) e «For Your Consideration» (2006), film che valorizzano la sua straordinaria capacità di improvvisazione e le valgono, nel 2006, il National Board of Review Award come miglior attrice non protagonista.

«Schitt's Creek», la sua seconda ribalta

Dopo una carriera costellata di ruoli tra cinema e televisione – con collaborazioni con registi come Martin Scorsese (After Hours), Ron Howard (The Paper) e Sam Mendes (Away We Go) – Catherine O'Hara conosce una nuova e clamorosa consacrazione dal 2015 al 2020 grazie alla serie tv «Schitt's Creek».

Il personaggio di Moira Rose, ex diva delle soap opera dalla parlata ricercata e dall'abbigliamento stravagante, diventa uno dei più iconici della televisione contemporanea. Per questa interpretazione O'Hara ottiene quattro Canadian Screen Awards, un Emmy Award come miglior attrice protagonista in una serie comedy nel 2020, il Golden Globe e il Critics' Choice Television Award nel 2021.

Negli ultimi anni aveva continuato a lavorare con costanza, partecipando a produzioni di rilievo come «The Studio» per Apple TV+, al fianco di Seth Rogen, ruolo che le era valso una nuova candidatura agli Emmy, e alla serie «The Last of Us». Nel 2025 era tornata anche sul grande schermo con «Argylle». Sposata dal 1992 con lo scenografo Bo Welch, conosciuto sul set di «Beetlejuice», Catherine O'Hara era madre di due figli.

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