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Progressi delle banche in materia di clima, ma c'è ancora da fare

hm, ats

31.5.2021 - 11:01

Sempre più spesso il cliente vuole conoscere le conseguenze ambientali dei suoi investimenti.
Sempre più spesso il cliente vuole conoscere le conseguenze ambientali dei suoi investimenti.
Keystone

Le banche svizzere hanno fatto progressi in materia di sostenibilità, ma l'attuazione degli obiettivi climatici previsti dagli accordi di Parigi non è ancora ancorata nella loro attività.

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31.5.2021 - 11:01

Lo sostiene uno studio realizzato da WWF insieme alla società di consulenza PwC, che dà i voti a 15 istituti.

Tutte le società analizzate sono attivamente impegnate sul fonte del clima, dell'ambiente e della socialità, si legge in un comunicato odierno di WWF. Le banche si concentrano però sull'impatto ambientale delle loro operazioni commerciali, mentre poche hanno adottato obiettivi e provvedimenti concreti per il fulcro della loro azione, cioè l'attività di investimento e finanziamento.

La gamma di prodotti e servizi sostenibili è stata ampliata, ma il modo in cui i fattori ecologici sono presi in considerazione varia ampiamente: i clienti spesso non si trovano ancora di fronte alla trasparenza necessaria per prendere decisioni di investimento informate.

Sulla base dell'analisi la ricerca ha diviso le 15 principali banche svizzere attive nel comparto retail (quello che comprende i servizi di base e che interessa una vasta clientela non particolarmente ricca) in cinque categorie. Viene fatta la differenza fra istituti visionari (nessuno fra quelli considerati), pionieri (nessuno), inseguitori (Credit Suisse, UBS, Raiffeisen, nonché le banche cantonali di Zurigo, Berna, Basilea e Basilea Campagna), gruppo centrale (PostFinance, Migros, Valiant, nonché le banche cantonali di Grigioni, Vaud e San Gallo) e ritardatari (banche cantonali di Argovia e Lucerna).

Anche nella precedente edizione del rating (risalente al 2016/2017) non vi erano state società inserite nelle prime due classi, quelle dei visionari e dei pionieri. Sono però stati fatti passi avanti in vari comparti.

«I risultati dello studio dimostrano che esiste un grande potenziale per gli istituti finanziari di differenziarsi, attraverso una maggiore integrazione dei criteri di sostenibilità, dando un contributo efficace all'attuazione di intese internazionali come l'accordo di Parigi», afferma il presidente della direzione di PwC Svizzera Andreas Staubli, citato nel comunicato. «Da una banca di base ci aspettiamo che trovi un giusto equilibrio a lungo termine tra gli interessi ambientali, sociali ed economici», osserva da parte sua il Ceo di WWF Svizzera Thomas Vellacott, pure citato nella nota.

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