La Borsa svizzera chiude in lieve ribasso

hm, ats

19.11.2021 - 17:49

Il mercato elvetico ha offerto una certa resistenza alle tendenze internazionali.
Keystone

Ultima seduta settimanale in lieve ribasso per la borsa svizzera, che si è mossa comunque meglio di altri mercati europei, potendo sfruttare il suo orientamento difensivo: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 12'545,01 punti, giù dello 0,07% rispetto a ieri.

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19.11.2021 - 17:49

Il listino allargato SPI ha perso lo 0,08% a 16'109,21 punti.

Le speranze di un rally (cioè una fase di rialzo sostenuta) di fine anno sono tuttora intatte, malgrado le apprensioni suscitate dalle spinte inflazionistiche. Sulle piazze finanziarie del vecchio continente si percepiva però oggi anche una certa apprensione, legata al sensibile aumento dei numeri dei contagi da coronavirus. «Se dovessero essere decisi confinamenti a tappeto l'umore potrebbe rapidamente cambiare», ha commentato un operatore.

Il mercato elvetico ha offerto comunque una certa protezione: gli esperti hanno parlato di un consolidamento a livelli elevati, con l'SMI che questa settimana ha registrato il suo massimo storico. Si guarda però anche con attenzione al fronte valutario: a partire da stamani il corso dell'euro si sta muovendo stabilmente sotto 1,05 franchi, una soglia che molti consideravano la linea di difesa della Banca nazionale svizzera (BNS), impegnata nel ridotto alpino ad evitare un rafforzamento considerato nocivo della moneta elvetica.

Per quanto riguarda i singoli titoli acquisti sono stati segnalati su Logitech (+4,30% a 76,16 franchi), che è arrivata a guadagnare sino al 7% sulla scia della prospettiva di nuovi confinamenti e conseguente maggiore diffusione del telelavoro, con ulteriore ricorso ai suoi prodotti informatici. La prospettiva di una recrudescenza della pandemia ha favorito anche Lonza (+2,10% a 758,00 franchi), fornitore di principi attivi per i vaccini, mentre al contrario ha tagliato le gambe al segmento del lusso: Richemont (-2,48% a 137,90 franchi) ha arretrato pesantemente.

La giornata si è presentata molto negativa anche per i bancari Credit Suisse (-2,37% a 9,15 franchi) e UBS (-2,43% a 16,24 franchi), che hanno seguito un trend continentale innescato dalle parole della presidente della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde sulla prospettiva di tassi bassi ancora a lungo. Tutti con il segno meno hanno terminato pure gli assicurativi Swiss Life (-1,55% a 506,80 franchi), Zurich (-1,38% a 392,50 franchi) e Swiss Re (-0,97% a 87,50 franchi). Nello stesso comparto finanziario ben più ispirata si è invece mostrata Partners Group (+1,41% a 1650,00 franchi).

Non hanno presentato un andamento unitario i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura quali Sika (+0,79% a 369,40 franchi), Holcim (-1,48% a 46,62 franchi), ABB (+0,73% a 33,25 franchi) e Geberit (+1,31% a 740,40 franchi). Si sono trovati a trainare il listino Novartis (+0,38% a 76,04 franchi) e Roche (+0,35% a 369,95 franchi), mentre scarso supporto è stato fornito dal terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,31% a 122,76 franchi).

Nel mercato allargato diverse società quali Valora (-2,31% a 168,80 franchi), Dufry (-3,63% a 46,99 franchi) e MCH (-1,39% a 10,65 franchi) hanno subito il contraccolpo delle restrizioni Covid, che potrebbero incidere pesantemente sull'andamento dei loro affari.

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