Lunedì neroLa Borsa svizzera si conferma in forte ribasso, anche Wall Street in calo
SDA
7.4.2025 - 17:45
Tutti i 20 titoli che compongono l'SMI sono in forte ribasso.
KEYSTONE
Dopo le Borse asiatiche, che hanno accusato il temuto tracollo alla riapertura dei mercati, anche la Borsa svizzera ha aperto in profondo rosso: alle 09:15 l'indice dei valori guida SMI era in flessione del 7% rispetto alla scorsa settimana. Alle 11:30 il mercato elvetico si conferma in forte ribasso, con lo SMI in flessione del 5,84%. Nemmeno i mercati europei sono stati immuni all'incertezza causata dai dazi di Donald Trump. Anche Wall Street ha aperto in forte calo.
Le Borse asiatiche hanno accusato il temuto tracollo alla riapertura dei mercati, sulla scia delle perdite di Wall Street di venerdì.
Anche la Borsa svizzera ha accentuato le perdite: alle 09:15 l'indice dei valori guida SMI era in flessione del 7% rispetto alla scorsa settimana.
Il tracollo dei mercati azionari colpisce anche quelli europei in avvio di seduta: Francoforte, Parigi, Madrid, Londra e Milano perdono rispettivamente il 9,1%, il 6,5%, il 4,7%, il 5,5% e il 3,4%.
Alle 11:30 il mercato elvetico si conferma in forte ribasso, con lo SMI in flessione del 5,84%.
In Svizzera soffrono pesantemente quasi tutte le grandi società rappresentate nell'SMI.
Dopo un avvio in netto calo (-1,5%) la borsa svizzera ha accentuato le perdite: alle 09:15 l'indice dei valori guida SMI segnava 10'820,84 punti, in flessione del 7% rispetto a venerdì.
Tutti i 20 titoli che compongono l'SMI sono in forte ribasso.
Il tracollo dei mercati colpisce anche quelli europei
Il tracollo dei mercati azionari colpisce anche quelli europei in avvio di seduta: la Borsa di Francoforte lascia il 9,1%, Parigi cede il 6,5%, Madrid perde il 4,7%, Londra flette del 5,5% e Milano arretra del 3,4%, ma molti titoli non riescono ad aprire per eccesso di ribasso.
Le Borse cinesi affondano
E anche le borse cinesi affondano sui timori di guerra commerciale e recessione dopo i contro-dazi di Pechino al 34% su tutti i beni importati dagli USA in risposta alle tariffe del presidente americano Donald Trump: l'indice Composite di Shanghai cede il 7,34%, a 3096,58 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 10,79%, a quota 1777,37.
I listini hanno una debole reazione nel finale anche di fronte all'annuncio secondo cui il fondo sovrano cinese Central Huijin ha aumentato ancora le sue partecipazioni, e continuerà a farlo in futuro, di fondi indicizzati aperti (Etf) negoziati in borsa allo scopo di favorire il funzionamento stabile dei mercati di capitali.
Nuovo crollo di Tokyo sulla scia dei timori sui dazi
La Borsa di Tokyo segna la terza maggiore flessione di sempre con gli investitori costantemente più preoccupati per una spirale senza controllo sul commercio globale e il rischio di possibili ritorsioni dopo l'entrata in vigore dei dazi americani.
Il listino di riferimento Nikkei lascia sul terreno il 7,83% a quota 31'136,58 punti. Sul fronte dei cambi lo yen prosegue la fase di rivalutazione sul dollaro, a un livello di 145,20, e sull'euro a 159,80.
L'Europa scivola ancora
Sulla scia del crollo di Wall Street venerdì e delle borse asiatiche oggi per i dazi di Trump, i listini europei non trovano pace e scivolano ancora.
Francoforte, che è partita in calo di oltre il 9%, cede il 7,4%, Milano e Parigi, che hanno fatto fatica in avvio perché gran parte dei titoli non riuscivano a entrare agli scambi per eccesso di ribasso, perdono rispettivamente il 7,6% e il 5,9%. Pesante anche Londra (-5,2%). Zurigo arretra del 6,7%.
Hong Kong sprofonda
La Borsa di Hong Kong crolla e registra la seduta peggiore dalla crisi finanziaria del 1997 sui timori di una guerra commerciale e di una recessione globale, in scia ai controdazi cinesi al 34% sull'import dall'America annunciati venerdì in risposta alle tariffe aggiuntive di Trump sul made in China, sempre al 34%: l'indice Hang Seng cede il 13,22%, a ridosso dei minimi di giornata, a 19'828,30 punti, sulle vendite che hanno falcidiato titoli bancari e tecnologici.
Taiwan chiude a -9,7%
Le borsa di Taiwan chiude la seduta in calo del 9,7%, registrando la peggiore perdita mai segnalata dal listino di Taipei: l'indice Taiex brucia 2065,87 punti, attestandosi a quota 19'232,35 punti.
Alla borsa svizzera titoli in calo del 65%, ma era uno sbaglio
Il panico generale sui mercati azionari ha portato anche una grande confusione: stando a quanto riferisce l'agenzia Awp i sistemi di quotazione della borsa svizzera SIX, presumibilmente sovraccarichi, hanno mostrato cali di entità inimmaginabile per diverse azioni negoziate.
Per l'istituto di gestione patrimoniale EFG International, ad esempio, il sistema ha mostrato una contrazione di circa il 65% come primo prezzo, mentre per la banca online Swissquote la flessione era del 62%.
Si trattava però chiaramente di cosiddetti «mistrades», ossia di transazioni con prezzi errati: le relative operazioni sono state rapidamente dichiarate non valide da SIX.
Nel frattempo il quadro si è normalizzato. I cali di prezzo di EFG (-9,7%) e Swissquote (6,0%) sono ancora consistenti, ma rimangono in linea con quanto ci si può aspettare nell'attuale contesto, che vede l'SMI scendere di circa il 5%.
In generale EFG risente del deterioramento del contesto del mercato azionario, mentre Swissquote è probabilmente influenzata dalla riduzione di corso delle criptovalute.
Il maggior calo dal 2020
Si conferma in forte ribasso la borsa svizzera, che sta vivendo una delle peggiori giornate degli ultimi anni: alle 11:30 l'indice dei valori guida SMI segnava 10'968,76 punti, in flessione del 5,84% rispetto a venerdì, quando il mercato aveva già subito un tonfo del 5,14%
Per ritrovare cali di questa portata bisogna risalire al 2020, quando l'arrivo della pandemia di Covid diffuse il panico a livello planetario.
Il 12 marzo di quell'anno l'SMI perse (alla chiusura) il 9,64%, mettendo a segno la seconda seduta più negativa della sua storia, avviata nel giugno 1988 (la prima, -10,54% il 16 ottobre 1989, era legata a Wall Street, che aveva reagito a difficoltà di finanziamento in un contesto di euforia delle fusioni).
Come le altre piazze finanziarie anche il mercato elvetico sta accusando il colpo della guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, con la decisione di Pechino di imporre dazi aggiuntivi del 34%, in risposta ad analoghe barriere doganali americane.
Il timore è che l'economia globale entri in una spirale di recessione; nel contempo inoltre i dazi potrebbero rinfocolare ulteriormente l'inflazione, rendendo ancora più difficile la lotta al rallentamento congiunturale.
In Svizzera soffrono pesantemente quasi tutte le grandi società rappresentate nell'SMI, a partire da Partners Group (-9,0%), Richemont (-8,1%), Sika (-7,3%) e UBS (-7,1%). Arretrano molto anche i valori considerati difensivi come Roche (-6,0%), Novartis (-5,0%) o Nestlé (-4,7%).
Wall Street apre in forte calo
Apertura in forte calo per la borsa di Wall Street: il Dow Jones segna -3,05% a 37'146 punti e il Nasdaq arresta del 3,71% a 15'009 punti.
L'Europa prosegue in caduta
I mercati azionari del Vecchio continente restano violentemente negativi dopo l'avvio in ampio calo di Wall Street: il listino peggiore è di qualche frazione quello di Milano, che è tornata anche a una perdita del 6,0%, seguito da Madrid (-5,8%), Zurigo (-5,7%) e Amsterdam, in calo del 5,6%. Poco al di sotto della perdita di cinque punti percentuali sono Francoforte (-4,9%), Parigi (-4,7%) e Londra (-4,4%).