Ceo UBS, «C'è ancora molto di più da fare»

hm, ats

26.10.2021 - 16:00

Il processo è avviato, ma i cambiamenti non sono finiti.
Keystone

Archiviato il migliore risultato trimestrale di UBS da sei anni a questa parte il presidente della direzione Ralph Hamers guarda avanti. «C'è ancora molto di più che possiamo e dobbiamo fare», ha affermato commentando le ultime cifre.

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26.10.2021 - 16:00

Al timone dal primo novembre 2020, in sostituzione di Sergio Ermotti, il manager olandese ha fornito un segnale importante della rotta da seguire: il gestore patrimoniale, che negli Stati Uniti si è finora concentrato principalmente sui ricchi e super-ricchi, vuole entrare nel mercato di massa con un'offerta digitale. «Siamo un marchio di fiducia negli Usa, abbiamo un'offerta di prim'ordine e vediamo l'opportunità di portare la nostra esperienza a una gamma molto più ampia di clienti».

«Nel complesso, puntiamo alla crescita», ha proseguito Hamers. «Questo è il nostro obiettivo principale». Il dirigente sta cercando di semplificar le strutture della società, ritenuta gerarchica e complessa, e di accelerare i processi decisionali. Ha anche come obiettivo di promuove la digitalizzazione dell'azienda. Il 55enne intende presentare la sua tabella di marcia strategica insieme ai nuovi obiettivi finanziari il prossimo primo febbraio.

Sul mercato elvetico UBS vuole segnare punti soprattutto nel campo della previdenza privata, delle ipoteche e degli investimenti sostenibili. Grazie alla digitalizzazione di tutti i servizi di base saranno anche ridotti gli oneri. Gli aumenti di efficienza e la contemporanea crescita dovrebbero migliorare il rapporto costi/ricavi, che dovrebbe passare dall'attuale circa 60% al 55% entro il 2025.

Anche per gli azionisti si prospettano tempi interessanti. «Vediamo un grande potenziale per restituire un bel po' di capitale aggiuntivo agli azionisti», ha affermato durante la teleconferenza il responsabile delle finanze Kirt Gardner. Nel prossimo anno, l'attenzione sarà concentrata sui riacquisti di azioni, un approccio che sarà favorito rispetto al versamento di dividendi. Ulteriori dettagli saranno forniti nell'ambito dell'aggiornamento strategico di inizio febbraio.

Intanto però in borsa la reazione positiva del mercato ai risultati trimestrali odierni – utile netto di 2,3 miliardi di dollari (2,1 miliardi di franchi), +9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, che si era rivelato già dinamico – sta andando scemando. Il titolo ha aperto in progressione di oltre il 2%, salendo a 16,79 franchi, cioè il massimo dall'aprile 2018, ma in seguito ha limitato i guadagni, per poi virare in negativo dopo le 14.00 e orientarsi verso un ribasso di circa lo 0,30%. Dall'inizio dell'anno la performance rimane comunque da incorniciare: +31%.

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