Economia e finanza

Crescita 2022 rallenterà, mercati sotto pressione

hm, ats

20.12.2021 - 16:00

Le piazze borsistiche dovranno fare i conti con utili aziendali inferiori?
Le piazze borsistiche dovranno fare i conti con utili aziendali inferiori?
Keystone

Nel 2022 il rallentamento della crescita economica, che andrà normalizzandosi dopo il recupero del 2021, peserà sui mercati finanziari, la cui volatilità potrebbe aumentare sotto l'effetto dell'inflazione.

hm, ats

20.12.2021 - 16:00

Lo afferma Christophe Barraud, l'economista francese all'origine delle migliori previsioni al mondo.

Incertezza

«Si comincia a essere abituati a lavorare nell'incertezza», afferma l'esperto in un'intervista pubblicata stamani dall'agenzia Afp. Le stime rimangono difficili sul breve periodo uno o due trimestri. «A medio termine l'effetto delle nuove varianti del coronavirus è attenuato. Le economie sono in grado di assorbire meglio gli shock, perché la gente è abituata, le aziende sono più organizzate e un numero maggiore di persone è vaccinata».

«Ormai la questione non è più Omicron, ma la prossima variante, perché abbiamo visto che le mutazioni sono abbastanza rapide: dobbiamo rimanere umili», prosegue il 35enne. «Il 2022 sarà l'anno della normalizzazione, al ribasso, in termini di crescita e di politica monetaria». I principali fattori che hanno sostenuto i mercati azionari, vale a dire i bassi tassi, i riacquisti di azioni e gli utili aziendali, probabilmente però persisteranno.

Inflazione

Riguardo all'inflazione, Barraud vede un'impennata dei prezzi che in Europa è dovuta essenzialmente all'energia, causata da una cattiva gestione degli stock, dalle condizioni climatiche sfavorevoli e dalle tensioni con la Russia. Fattori che potrebbero trovare una soluzione l'anno prossimo, spiega l'economista francese conosciuto per essere in cima alla classifica di Bloomberg di coloro che sono riusciti a fare le previsioni più accurate negli scorsi anni in base a dati americani, cinesi e dell'Eurozona.

Stati Uniti

Diversa invece la situazione negli Stati Uniti. «Vedo due componenti dell'inflazione che sono di natura più durevole. Il primo è causato da un mercato del lavoro teso, che sta facendo salire i salari, in particolare all'estremità inferiore della scala dei redditi. Ma c'è anche il problema degli affitti. Oggi, i 25-34enni, cioè poco più di 40 milioni di persone, devono affrontare i prezzi più alti degli immobili e sono già pesantemente indebitati. Vanno quindi in affitto. I prezzi aumentano e le famiglie più dipendenti, spesso le più modeste, chiederanno aumenti salariali per farvi fronte».

Ad avere un impatto sui mercati potrebbero inoltre anche essere le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti: bisognerà capire se non ci sarà un'inversione politica con profonde conseguenze anche economiche. E pure le elezioni presidenziali francesi potrebbero influire: sarà da vedere se si creerà nell'Eurozona una buona coppia franco-tedesca, capace di mobilitare spese supplementari, conclude Barraud.

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