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I dazi statunitensi potrebbero colpire duramente il produttore di aeromobili nidvaldese Pilatus. (foto d'archivio)
Keystone
Anche se non tutto è ancora definito, i nuovi dazi statunitensi sulle importazioni di beni industriali e materie prime colpiranno probabilmente l'economia svizzera nel suo complesso. Alcuni cantoni ne risentiranno in modo particolare.
I cantoni di Nidvaldo e Giura sarebbero i più colpiti dai dazi statunitensi, conclude la società di consulenza Wüest-Partner nel suo studio pubblicato di recente. Basilea Città e Argovia, invece, se la caveranno con poco, almeno finché non ci saranno dazi sui prodotti farmaceutici.
Secondo gli autori dello studio, c'è una semplice ragione per cui il semicantone della Svizzera centrale è il più colpito dai dazi statunitensi: Pilatus Flugzeugwerke, con sede a Stans, la capitale del Nidvaldo.
Gli Stati Uniti sono uno dei mercati di vendita più importanti per Pilatus e l'azienda è fortemente orientata all'export. Di conseguenza, l'intero cantone ha di gran lunga la più alta percentuale di esportazioni statunitensi.
In Giura è l'industria locale dell'orologeria e dei macchinari di precisione ad avere un mercato di vendita chiave negli Stati Uniti. Con oltre il 20% dei dipendenti dei settori interessati dai dazi doganali, il cantone ha la percentuale più alta di tutti i cantoni, secondo Wüest Partner.
Seguono Obvaldo, con una forte industria high-tech, alimentare e delle materie plastiche, Soletta, grazie alla sua importante industria di lavorazione dei macchinari e dei metalli, e Appenzello Interno con una quota significativa dell'industria elettrica e delle macchine.
Secondo lo studio, la situazione è completamente diversa nei cantoni di Basilea Città e Argovia, anche se con un grande punto interrogativo. Qui l'industria farmaceutica, attualmente esente dai dazi statunitensi, è talmente dominante che solo una piccola parte della creazione di valore è esposta ai dazi USA.
Secondo lo studio, anche i centri di servizi e finanziari come Zurigo o le regioni prettamente turistiche saranno probabilmente meno colpiti dal «martello doganale» di Trump.
Ma un quadro completamente nuovo emerge se il tycoon dovesse imporre dazi all'importazione sui prodotti farmaceutici, come ha già minacciato di fare.
La riduzione dei prezzi dei medicamenti auspicata dal presidente americano avrebbe un impatto negativo anche sulle aziende farmaceutiche svizzere e sui relativi cantoni.
In un secondo scenario, Wüest Partner ha applicato l'attuale tariffa doganale standard statunitense del 10% anche ai prodotti farmaceutici. In questo caso la classifica è completamente diversa.
Il cantone di Basilea Città, con gli operatori globali Roche e Novartis, sarebbe improvvisamente il più colpito dai dazi. Sciaffusa segue a ruota con Johnson & Johnson, uno dei più importanti datori di lavoro del cantone e uno dei maggiori produttori farmaceutici della Svizzera.