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Ecco perché adesso la Confederazione prende di mira le case dei boomer
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Mercato immobiliare

Ecco perché adesso la Confederazione prende di mira le case dei boomer

Secondo uno studio, circa 300'000 case unifamiliari in Svizzera sono sottooccupate.

Secondo uno studio, circa 300'000 case unifamiliari in Svizzera sono sottooccupate.

Imago / Keystone / Fotomontaggio blue News

In Svizzera circa 300'000 case unifamiliari sono sottoccupate, soprattutto da persone anziane che non vogliono trasferirsi. Adesso la Confederazione sta esaminando da vicino i quartieri dei baby boomer. Uno studio nazionale mostrerà quanto spazio abitativo è possibile ricavare da questi.

Sven Ziegler

Sven Ziegler

14.04.2026, 14:58•21.04.2026, 07:36

Hai fretta? blue News riassume per te

  • La Confederazione sta pianificando uno studio nazionale su circa 300'000 case unifamiliari sottooccupate in Svizzera: il potenziale di densificazione dei quartieri dei baby boomer dovrà essere quantificato entro la fine del 2026.
  • Studi precedenti di Raiffeisen e ZKB dimostrano che i proprietari di case in età pensionabile non si trasferiscono quasi mai.
  • Il tasso di trasferimento è solo dell'1,5%, e spesso le persone si trasferiscono solo dopo gli 85 anni.
  • Un intervento del Governo è considerato politicamente improbabile: la Confederazione si affida a incentivi volontari, come la conversione di case monofamiliari in unità abitative più piccole.
Riepilogo creato conmyAi

In Svizzera circa 300'000 case unifamiliari sono sottoccupate e, secondo l'Ufficio federale delle abitazioni (UFAB), sono abitate da una «popolazione sempre più anziana».

Molte di queste case sono «difficilmente adatte a una vita indipendente in età avanzata»: troppo grandi, troppo costose da mantenere e spesso mal collegate ai trasporti pubblici. Eppure la maggior parte dei proprietari non se ne va.

Come ha rivelato uno studio di Raiffeisen nell'agosto del 2025, il tasso di trasferimento dei proprietari di case in età pensionabile è di appena l'1,5%, e non cambia con l'aumentare dell'età.

Un'analisi della ZKB dell'inizio del 2026 ha mostrato che i proprietari di casa spesso lasciano la loro proprietà solo a partire dagli 85 anni, spesso non volontariamente, ma perché le limitazioni di salute rendono più difficile la vita quotidiana.

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Lo studio

Perché molti anziani non lasciano la propria casa in Svizzera?

Un nuovo studio per quantificare il potenziale

Adesso la Confederazione sta osservando il fenomeno da più vicino. Come riportato dal «Blick», l'UFAB sta progettando uno studio nazionale per analizzare sistematicamente il potenziale di sviluppo dei quartieri di case unifamiliari.

Oltre al Governo sono coinvolti anche i cantoni di Berna e Basilea e i comuni di Burgdorf, Thun e Binningen. I risultati sono attesi per la fine del 2026.

L'obiettivo è quello di creare una «base di dati per la trasformazione orientata al futuro dei quartieri di case unifamiliari», con particolare attenzione ai cambiamenti demografici, alle esigenze di ristrutturazione e al potenziale di densificazione.

Secondo l'UFAB nei quartieri di case unifamiliari situati in posizione centrale esistono «spesso notevoli riserve edilizie».

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Ecco come e perché

Chi ha comprato casa nel 2000 oggi si ritrova con una fortuna

I trasferimenti degli anziani hanno un impatto notevole

Il nuovo rapporto sullo spazio abitativo di Helvetia dimostra che un ripensamento avrebbe un impatto notevole.

Infatti quando le persone più anziane lasciano i loro grandi appartamenti o le loro case, è molto più probabile che questi vengano occupati da famiglie. La percentuale sale dal 12 al 36% circa.

Il ricercatore Michael Hermann di Sotomo afferma che i trasferimenti aggiuntivi di questa fascia d'età danno «un importante contributo alla distribuzione più efficiente dello spazio abitativo esistente».

Il vero ostacolo in questo caso non è tanto l'affitto accessibile, quanto la proprietà dell'abitazione. Secondo l'analisi i proprietari di casa si trasferiscono più del 60% in meno rispetto a chi è in affitto.

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Svizzera

Gli anziani hanno un'abbondanza di spazio abitativo... e i giovani ne pagano il prezzo

Un approccio volontario invece che un intervento statale

È improbabile che interventi severi, come tasse basate sullo spazio abitativo o restrizioni sulla proprietà, siano politicamente sostenibili.

La Confederazione si sta quindi concentrando su approcci volontari: ad esempio, l'UFAB sostiene l'associazione MetamorpHouse, che aiuta i proprietari a convertire le loro case unifamiliari in diversi appartamenti più piccoli.

Nel frattempo, la discussione sul fatto che gli anziani occupino «troppo» spazio abitativo sta suscitando accesi dibattiti, come dimostrano le reazioni dei lettori di blue News.

Mentre alcuni hanno parlato di «puro egoismo», altri hanno sottolineato decenni di lavoro e sacrifici. Molti erano d'accordo: senza una maggiore offerta e una migliore politica abitativa, il conflitto non si risolverà.

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