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Una fetta importante dell'export elvetico passa dal porto di Basilea.
Keystone
Dopo la flessione di aprile le esportazioni svizzere sono fortemente aumentate in maggio, influenzate ancora una volta dall'andamento del comparto chimico-farmaceutico, in un contesto di espansione degli scambi con l'Europa.
Il valore totale dei beni venduti all'estero è salito del 13,4% rispetto al mese prima, quando era sceso dello 0,5%. In progressione risultano anche le importazioni, cresciute del 3,4% a fronte del -2,9% di aprile.
Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (cioè corrette dell'effetto dei prezzi) si sono attestate rispettivamente a +5,0% (export) e +0,2% (import), emerge dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
Hanno preso la via dell'estero merci per 25,4 miliardi di franchi, mentre in direzione opposta i movimenti ammontano a 19,8 miliardi: il periodo in rassegna si chiude con un'eccedenza di 5,6 miliardi.
Nel confronto con aprile i principali settori dell'export hanno avuto un andamento non unitario. Il ramo di gran lunga più importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +25,7% (a 13,9 miliardi di franchi); seguono le macchine e l'elettronica (+1,2% a 4,5 miliardi), l'orologeria (-4,0% a 2,1 miliardi), i gioielli (+14,7% a 1,1 miliardi) e le derrate alimentari (-1,6% a 0,8 miliardi).
A livello geografico il continente più interessante per i prodotti elvetici rimane l'Europa (+18,5% a 14,6 miliardi); un contributo importante è fornito da Germania (-1,3% a 3,4 miliardi), Slovenia (+111,8% a 2,9 miliardi), Italia (+2,3% a 1,5 miliardi) e Francia (+24,5% a 1,4 miliardi).
In progressione è il Nord America (+10,3% a 4,4 miliardi): gli Stati Uniti (+11,5% a 4,1 miliardi) si confermano il primo importatore di merci dalla Confederazione. Marcia invece sostanzialmente sul posto l'Asia (+0,2% a 4,6 miliardi), malgrado un certo dinamismo della Cina (+1,6% a 1,3 miliardi).
Anche sul fronte delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico (+11,7% a 6,9 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+1,1% a 3,8 miliardi), veicoli (+4,6% a 1,8 miliardi), alimentari (-0,2% a 1,3 miliardi) e metalli (-1,5% a 1,1 miliardi). Riguardo alle regioni, in progressione sono l'Europa (+5,9% a 14,9 miliardi) e il Nord America (+11,2% a 1,3 miliardi), mentre arretra l'Asia (-2,6% a 3,5 miliardi).