L'export di orologi costosi accelera ancora

hm, ats

21.12.2021 - 17:00

A stimolare i ricavi sono in particolare gli orologi di alta gamma.
Keystone

Le vendite di orologi svizzeri all'estero si confermano in ripresa e accelerano ulteriormente.

hm, ats

21.12.2021 - 17:00

Stando ai dati diffusi oggi dalla Federazione dell'industria orologiera (FH) in novembre le esportazioni si sono attestate a 2,2 miliardi di franchi, l'8,6% in più del 2019, l'ultimo anno pre-pandemico che l'associazione considera nei suoi confronti.

Si tratta del miglior risultato mensile dal record dell'ottobre 2014, sottolinea FH in un comunicato odierno. A livello geografico si osserva come quattro dei sei principali mercati presentino una crescita rispetto a due anni or sono: è il caso in particolare degli Stati Uniti (+22% a 301 milioni), che in settembre avevano superato come quota di mercato la Cina (+35% a 239 milioni). Al terzo posto quale sbocco del Made in Switzerland si inserisce Hong Kong, che segna però un calo (-5% a 202 milioni); seguono Regno Unito (+33% a 134 milioni), Giappone (-7% a 131 milioni) e Francia (+38% a 121 milioni).

Con accenti diversi appare l'andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un calo (il confronto è sempre con due anni prima) del 12% in termini di valore, la gamma 200-500 una flessione del 22%, il comparto 500-3000 un passo indietro del 2% e la fascia oltre 3000 franchi un aumento del 16%.

Da questi dati emerge anche come il ramo venda all'estero sensibilmente meno orologi rispetto al 2019 (-13% a 1,6 milioni di pezzi in novembre), ma riesca a spuntare un prezzo medio più elevato. Nei primi undici mesi del 2021 il settore ha esportato segnatempo per un valore di 20,4 miliardi di franchi, il 2,1% in più dello stesso periodo di due anni or sono, rileva la FH.

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