Fmi vede recessione planetaria meno severa

ATS

13.10.2020 - 15:04

L'arretramento economico appare minore di quanto fosse stato temuto.
Source: KEYSTONE/AP CHINATOPIX

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede una «recessione meno profonda» nel 2020: il prodotto interno lordo (Pil) mondiale calerà del 4,4% rispetto all'anno scorso, meno del -5,2% stimato in giugno.

Nel 2021 la ripresa sarà però un po' più lenta della attese, con la crescita prevista a +5,2%, ovvero 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno, afferma l'organismo in un comunicato odierno. L'economia si sta riprendendo, sta «emergendo dalle profondità in cui è scivolata in aprile» ma la ripresa sarà lunga, incerta» e sono possibili ricadute.

La crisi è lungi dall'essere finita, è essenziale che il sostegno della politica di bilancio e di quella monetaria non venga ritirato in modo prematura, afferma Gita Gopinath, capo economista del Fondo Monetario Internazionale. Malgrado l'economia stia emergendo dal «collasso» l'occupazione resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemia e il mercato del lavoro del lavoro è diventato più polarizzato, con i giovani e le donne maggiormente colpiti.

Le perdite complessive per la produzione mondiale a causa del coronavirus, rispetto alle previsioni pre-pandemia, saliranno da 11'000 miliardi di dollari nel 2020-2021 a 28'000 miliardi nel periodo 2020-2025, prosegue Gopinath. «Questa è la crisi peggiore dalla Grande Depressione» e probabilmente lascerà cicatrici nel medio termine, in quanto il mercato del lavoro impiega tempo per riprendersi e gli investimenti sono trattenuti dall'incertezza. Gli stimoli di bilancio per 12.000 miliardi di dollari decisi a livello globale e le azioni delle banche centrali «hanno salvato vite e prevenuto una catastrofe finanziaria».

Il Fmi migliora le stime 2020 per l'area euro e gli Stati Uniti. Il Pil di Eurolandia calerà dell'8,3% quest'anno, migliorando così di 1,9 punti rispetto al -10,2% stimato in giugno. Nel 2021 la crescita è attesa al +5,2%, ovvero 0,8 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti.

Per gli Stati Uniti il Fondo stima un calo del Pil nel 2020 del 4,3%, in deciso miglioramento rispetto al -8,0% previsto a giugno. La ripresa americana nel 2021 risulterà però più lenta di quella europea, con gli States che segneranno un +3,1%, ovvero 1,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di giugno.

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