Industria metallurgica

Fonderie svizzere, produzione in calo nel 2020

hm, ats

24.3.2021 - 17:01

Le aziende svizzere vendono prodotti di punta.
Keystone

Il coronavirus ha frenato nel 2020 l'attività delle fonderie svizzere, che per l'80% sono orientate all'esportazione. Nell'anno della pandemia la produzione è stata di 35'750 tonnellate, il 15% in meno dell'anno prima.

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24.3.2021 - 17:01

Alcune aziende hanno visto il giro d'affari crollare sino al 35%, ha indicato oggi Giesserei-Verband der Schweiz (GVS), l'associazione di categoria che conta 45 società affiliate, una delle quali in Ticino, la Precicast di Novazzano. Grazie all'elevata flessibilità delle imprese, alle solide riserve finanziarie e allo strumento del lavoro ridotto non si è però assistito a un'ondata di licenziamenti in un settore che impiega in totale circa 2'400 persone.

La pandemia ha offerto anche l'occasione per tornare a essere presi in considerazione quali fornitori locali, sottolinea l'organizzazione. Stando alla GVS, è così emersa la forza innovativa delle fonderie svizzere, che permette loro di produrre e fornire in modo affidabile prodotti tecnologicamente avanzati e di alta qualità.

Sono inoltre arrivate nuove commesse per articoli d'avanguardia destinati ai settori igienico e medico, nonché di altri comparti. Per alcune aziende associate la crescita della domanda in questi rami è stata tale da portare persino a risultati commerciali eccellenti.

Le aziende del settore guardano ora con prudente ottimismo al futuro, visto il buon andamento degli ordinativi. Alcune di esse non ricorrono ormai più da mesi al lavoro ridotto. Non mancano comunque le sfide: «dall'inizio dell'anno il costo delle materie prime è fortemente aumentato e la pressione sui prezzi nell'ambito degli appalti è cresciuta ancora», afferma il presidente della GVS Danilo Fiato, citato in un comunicato. Il personale specializzato continua comunque a essere richiesto dalle ditte del ramo, conclude l'organizzazione.

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