EconomiaIl governo tedesco rivede al ribasso la stima del PIL per il 2026
SDA
28.1.2026 - 15:48
La ministra Katherina Reiche ha sottolineato che dopo diversi anni di recessione e stagnazione si avvicina una ripresa, per quanto rivista rispetto alle precedenti previsioni. (foto d'archivio)
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Per il 2026 il governo tedesco ha abbassato le sue previsioni di crescita del prodotto interno lordo (PIL) all'1%, in autunno, la previsione era ancora dell'1,3%. Per il 2027, il governo prevede ora una crescita dell'1,3%, rispetto all'1,4% precedente.
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28.01.2026, 15:48
28.01.2026, 15:53
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«Il motivo di questa valutazione leggermente più cauta è il fatto che gli impulsi attesi dalle misure economiche e di politica finanziaria non si sono concretizzati così rapidamente e nella misura che avevamo previsto. Tuttavia, i dati indicano ora che si è verificata una netta ripresa», ha affermato la ministra dell'economia Katherina Reiche presentando il rapporto per l'anno 2026.
Reiche ha voluto sottolineare come dopo diversi anni di recessione e stagnazione si avvicina una ripresa, per quanto rivista rispetto alle precedenti previsioni.
Tuttavia, restano alcuni elementi di preoccupazione: «Non dobbiamo perdere di vista la sostenibilità fiscale del nostro paese, né l'equità generazionale: entrambi questi aspetti sono importanti e il governo federale dovrà occuparsene nei prossimi anni», ha affermato la ministra.
Preoccupa la crescita degli investimenti statali
Concretamente, preoccupa la crescita degli investimenti statali alla quale non corrisponde almeno per il momento una simile tendenza per quelli privati.
Soprattutto perché secondo il rapporto sono «le misure economiche e finanziarie del governo federale che dovrebbero avere un effetto significativo sulla crescita, contribuendo di per sé a circa due terzi di punti percentuali alla crescita del PIL nel 2026». Si teme, quindi, una crescita gonfiata dagli investimenti pubblici e da essi completamente dipendente.
Il governo punta a mobilitare investimenti privati anche grazie alla legge sugli incentivi che dovrebbe essere approvata dal Senato federale a fine gennaio.
Una crescita debole rispetto al resto d'Europa
Al momento la crescita tedesca si rivela molto più debole di quella degli altri Stati europei e le prospettive per le esportazioni tedesche restano difficili, soprattutto in ragione della generale insicurezza nelle relazioni internazionali che frenano gli scambi.
Ma resta comunque centrale anche la trasformazione della Cina che importa ormai meno beni che in passato venivano tipicamente forniti da economie avanzate come la Germania; contemporaneamente le imprese cinesi esercitano una rilevante pressione competitiva, frenando così le prospettive di esportazione delle aziende tedesche.
Anche la situazione della forza lavoro è motivo di attenzione: diminuisce la disoccupazione, ma nei prossimi anni diminuirà sensibilmente, per pure ragioni demografiche, il potenziale delle persone idonee al lavoro.
Tuttavia, «la Germania continua a dipendere in modo sostanziale dalla migrazione economica. A tal proposito occorre prestare maggiore attenzione alla struttura socioeconomica dell'immigrazione, in particolare nei confronti dei paesi terzi», si legge nel rapporto.