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Crollo di prenotazioni

Guerra nel Golfo, il turismo svizzero frena: «Molti ripensamenti»

La voglia di vacanze a Dubai è scesa.

La voglia di vacanze a Dubai è scesa.

Keystone

A una settimana dall'inizio del conflitto in Iran l'industria turistica elvetica inizia a fare i conti con le prime pesanti ripercussioni.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

06.03.2026, 18:00•06.03.2026, 18:05

Tra voli sospesi e viaggiatori in fuga le agenzie di viaggio registrano un crollo delle nuove prenotazioni verso il Medio Oriente e un'ondata di ripensamenti. La paura si estende anche all'autunno e all'inverno, gettando un'ombra su un settore che fino a ieri era in pieno boom.

La guerra infiamma il Golfo e gela il turismo: il ramo delle vacanze, che negli ultimi anni aveva conosciuto una crescita inarrestabile, rischia di pagare un prezzo elevato.

L'interruzione del traffico aereo e l'incertezza sull'evoluzione del conflitto stanno spingendo molti turisti a rivedere i propri piani, anche per i prossimi mesi: le immagini dei persone bloccate nella zona hanno un effetto deterrente difficile da ignorare.

Le conseguenze si vedono già

Le conseguenze si vedono già. Swiss ha sospeso i collegamenti per Dubai fino al 10 marzo e quelli per Tel Aviv fino al 22 marzo.

«I clienti che hanno prenotato un volo per Dubai o Tel Aviv nelle prossime settimane possono modificare gratuitamente la loro prenotazione, scegliendo un'altra destinazione o posticipando il viaggio a una data successiva», spiega all'agenzia Awp la direttrice commerciale Heike Birlenbach.

La flessibilità, però, ha un limite: non vale per le prenotazioni più lontane, come quelle autunnali. «Seguiamo la situazione e adegueremo la nostra posizione in base all'evoluzione», aggiunge la dirigente 59enne tedesca.

L'effetto psicologico è tangibile

L'effetto psicologico sui viaggiatori è però già tangibile. Se per i voli già acquistati molti scelgono l'attesa, le nuove prenotazioni verso queste destinazioni per l'autunno e l'inverno sono a un livello ben inferiore al normale: il quadro è confermato dalla Federazione svizzera di viaggi (FSV), vale a dire l'associazione che riunisce le agenzie.

«A breve termine, ci aspettiamo una notevole riluttanza a prenotare viaggi verso la regione interessata. Molti viaggiatori optano per altre destinazioni o rimandano i loro progetti», dichiara un portavoce.

«La domanda potrebbe però iniziare a stabilizzarsi a medio termine. Non riteniamo nemmeno che la crisi in Medio Oriente avrà un impatto sulle altre regioni turistiche».

«Dubai si è fermata bruscamente»

La realtà sul campo parla di un arresto improvviso. «Dubai era una destinazione in crescita fino a ieri, ma si è fermata bruscamente ed è possibile che la ripresa richieda tempo», sottolinea un collaboratore dell'agenzia di viaggi bernese Lets Go Travel.

«È stato registrato un gran numero di cancellazioni e meno viaggiatori desiderano recarvisi, anche se rileviamo comunque prenotazioni per date più lontane, in autunno in particolare».

Dai grandi operatori, come Dertour, filtra cautela. «In questa fase, è ancora presto per fornire una stima affidabile del numero di viaggiatori che potrebbero alla fine cancellare o posticipare il loro viaggio», afferma un addetto stampa.

«Finora osserviamo un forte bisogno di informazioni piuttosto che un'ondata di cancellazioni. Molti viaggiatori contattano i nostri consulenti per capire meglio il potenziale impatto sui loro progetti».

La battuta d'arresto arriva dopo anni di crescita costante. I flussi turistici tra la Svizzera e i paesi arabi che si affacciano sul Golfo Persico si erano notevolmente rafforzati, come dimostra il moltiplicarsi dei collegamenti aerei. Ora, con la guerra in Iran, quell'asse privilegiato rischia di spezzarsi, lasciando il settore del turismo a chiedersi quanto durerà il conflitto.

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