I milioni di Ben Ali saranno presto sbloccati

SDA

17.1.2021 - 08:31

Il denaro rischia di non tornare mai alla popolazione tunisina.
Keystone

Alla scadenza del congelamento dei beni a mezzanotte di martedì, la Tunisia rischia di perdere decine di milioni di dollari sottratti dal clan dell'ex presidente Zine El Abidine Ben Ali e bloccati in Svizzera. Lo riferisce all'agenzia AFP un funzionario tunisino.

«Per via diplomatica il Consiglio federale ci ha comunicato che il blocco amministrativo di una parte dei beni del clan Ben Ali terminerà il 19 gennaio a mezzanotte», ha detto ieri la fonte che ha chiesto l'anonimato. Come conseguenza, tra 30 e 50 membri del clan Ben Ali, tra cui sua moglie Leila Trabelsi e suo fratello Belhassen Trabelsi, «potrebbero recuperare i soldi», ha precisato. «Siamo in contatto quotidiano con le autorità svizzere ma, nonostante la loro comprensione, sarà difficile fare qualcosa da qui a martedì», ha aggiunto.

Il 19 gennaio 2011, cinque giorni dopo la fuga del presidente dal Paese dopo essere stato estromesso da una rivolta popolare, il Consiglio federale ha ordinato il blocco preventivo degli averi di Ben Ali e del suo entourage in Svizzera, un «congelamento» che può durare legalmente fino a dieci anni. L'ex presidente è morto in esilio in Arabia Saudita nel 2019 all'età di 83 anni.

Secondo l'ONG Public Eye, negli anni 2000 il clan Ben Ali ha trasferito 320 milioni di dollari (285 milioni di franchi) attraverso la piazza finanziaria di Ginevra.

Per consentire alla Tunisia di recuperare questi fondi – ha spiegato il funzionario della presidenza tunisina – le autorità svizzere chiedono sentenze definitive. Però i procedimenti giudiziari sono ancora in corso. Secondo la stessa fonte, l'instabilità politica in Tunisia dopo la rivoluzione e la successione di nove governi hanno complicato la gestione di questo caso.

In un comunicato congiunto diramato ieri, diverse ONG tunisine, tra cui Avvocati senza frontiere, affermano che «durante questi dieci lunghi anni, i governi che si sono succeduti hanno avuto solo negligenza, conflitti di interesse e disprezzo per i propri cittadini nel trattamento di questo dossier che avrebbe dovuto essere considerato primordiale, essenziale e urgente».

Il fiasco dello Stato per il mancato recupero di parte dei beni del clan Ben Ali «rimarrà una macchia indelebile e disonorevole che porta pregiudizio alla dignità di tutti i tunisini, e una ferita incurabile per i molti cittadini in difficoltà e disperazione», hanno aggiunto.

Secondo il quotidiano Le Temps, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) «ha dato alle nuove autorità tunisine il tempo necessario per instaurare una cooperazione giudiziaria con la Svizzera».

«Nel corso dell'anno passato, le autorità tunisine sono state più volte informate dalle autorità svizzere e a vari livelli della prossima scadenza del blocco amministrativo», ha dichiarato il DFAE a Le Temps.

Secondo il giornale romando, l'ex presidente tunisino Béji Caïd Essebsi (fine 2014-2019) non ha mai nascosto la sua riluttanza a dare la caccia ai tesorieri di Ben Ali, preferendo ricorrere ad amnistie.

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