Industria delle macchine: 2020 partito bene, ma paura sui margini

hm, ats

20.5.2021 - 10:00

Il settore sta ritornando sui livelli pre-crisi.
Keystone

L'anno è cominciato bene per l'industria svizzera delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM), che ha visto aumentare sensibilmente gli ordinativi.

hm, ats

20.5.2021 - 10:00

Il ramo conta di tornare nei prossimi mesi a livelli pre-crisi, ma non mancano i timori sul fronte della redditività.

Nel primo trimestre le nuove commesse sono salite del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2020, indica oggi l'associazione di categoria Swissmem. Questo ha anche avuto un impatto sull'utilizzo della capacità produttiva nelle aziende, che è passato dal 77% del quarto trimestre 2020 all'82% del periodo gennaio-marzo 2021. Questa tendenza è proseguita anche in aprile, portando il dato all'86%, praticamente in linea con la media di lungo termine.

Il fatturato dei primi tre mesi dell'anno si è invece contratto (su base annua) dello 0,5%: unico responsabile di questo passo indietro è il mercato interno, fa sapere Swissmem. Le esportazioni sono infatti salite del 3,3%, raggiungendo un valore di 16,3 miliardi di franchi. In crescita si sono mostrati i mercati dell'Ue (+8%) e dell'Asia (+3%, con la Cina a quasi +20%), mentre in controtendenza sono apparsi gli Stati Uniti (-3%).

Complessivamente gli affari stanno comunque andando bene. «Sono lieto che il trend al rialzo, già manifestatosi alla fine del 2020, continui», afferma il direttore di Swissmem Stefan Brupbacher, citato nella nota. «Guardo anche ai prossimi mesi con un certo ottimismo: i principali indicatori segnalano che nel secondo semestre dell'anno anche le vendite raggiungeranno i livelli pre-crisi».

Pure i risultati dell'ultimo sondaggio tra le aziende associate fanno sperare in un'evoluzione positiva. Per i prossimi dodici mesi, il 57% degli imprenditori si aspetta un aumento delle commesse dall'estero e solo l'8% prevede un calo. Gli impulsi di crescita sono attesi soprattutto da Germania, Cina e Stati Uniti. Dal punto di vista odierno non è tuttavia ancora possibile giudicare se si tratta di una tendenza di crescita duratura o di un semplice effetto di recupero, mette però in guardia l'associazione.

Nonostante il quadro incoraggiante, la pandemia di coronavirus ha comunque lasciato un fardello definito pesante. Già durante gli anni precedenti, una parte significativa delle aziende MEM era alle prese con margini esigui e la situazione è peggiorata nel 2020. Il 24% delle società ha dichiarato di aver chiuso l'esercizio con una perdita a livello operativo (Ebit); un altro 31% ha riportato un margine Ebit insoddisfacente, inferiore al 5%, mentre il 28% delle aziende ha realizzato un margine definito ottimo di oltre l'8%.

Affinché l'attuale vento in poppa possa ulteriormente spirare, la pandemia deve essere finalmente sconfitta e le condizioni quadro per l'industria dell'esportazione vanno migliorate: dopo che il Consiglio degli Stati, nella sessione invernale del 2020, ha approvato l'abolizione dei dazi doganali per l'industria, anche la Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale ne ha seguito l'esempio. «Sono contento che gli argomenti del settore siano riusciti a convincere la commissione», afferma Martin Hirzel, presidente di Swissmem. «Ora la palla è nel campo del Nazionale: spero vivamente che approvi questo reale miglioramento delle condizioni quadro nel corso della sessione estiva».

Riguardo all'ambiente, Swissmem sottolinea che le aziende affiliate all'associazione hanno già ridotto le loro emissioni di CO2 del 56% rispetto al 1990. Secondo l'organizzazione la nuova legge in materia – sottomessa in giugno al giudizio del popolo – rappresenta un'opportunità per l'industria svizzera. A livello globale diventa inoltre sempre più attraente lo sviluppo di nuove tecnologie rispettose del clima, ambiti in cui le aziende elvetiche sono all'avanguardia.

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