Ipoteche: FINMA accoglie inasprimento banche

ATS

28.8.2019 - 15:20

Per ottenere un finanziamento ipotecario il mutuatario dovrà disporre di fondi propri pari ad almeno il 25% del valore di anticipo.
Source: Keystone/GAETAN BALLY

Negli ultimi anni gli immobili a reddito hanno subito un forte rincaro. Ora la FINMA ha approvato l'inasprimento delle misure di autoregolamentazione per la concessione di ipoteche elaborato dall'Associazione svizzera dei banchieri.

L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) riconosce come standard minimi gli adeguamenti proposti in giugno. Stando a un comunicato diramato oggi, le norme di autodisciplina prevedono che per ottenere un finanziamento ipotecario di un immobile a reddito il mutuatario debba disporre di fondi propri pari ad almeno il 25% del valore di anticipo, invece del 10% richiesto finora.

Continua ad essere applicato il cosiddetto principio del valore inferiore, secondo cui occorre coprire interamente con fondi propri l'eventuale differenza tra il prezzo di acquisto più alto e il valore di anticipo più basso. Inoltre, il debito ipotecario dovrà essere ammortizzato per due terzi entro dieci anni al massimo (finora quindici) su due terzi del valore di anticipo, spiega la FINMA.

Gli inasprimenti riguardano solo le nuove operazioni e lasciano invariati sia i finanziamenti in corso, sia gli standard vigenti per gli immobili di proprietà ad uso proprio. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1. gennaio 2020 se il Consiglio federale darà il suo via libera.

Pur essendo nel complesso abbastanza moderati, la FINMA è dell'avviso che gli adeguamenti vadano nella giusta direzione. Da tempo essa – come pure la Banca nazionale svizzera (BNS) – richiama infatti l'attenzione sulle tendenze al surriscaldamento del mercato degli immobili residenziali a reddito, utilizzati quali investimento in considerazione dei bassi tassi d'interesse e in assenza di alternative con buoni rendimenti.

La FINMA raccomanda però alle banche di estendere di propria iniziativa l'applicazione dei requisiti più stringenti imposti per i fondi propri e per l'ammortamento anche ai finanziamenti di immobili «buy-to-let», segmento che comprende generalmente le unità di piano e le case unifamiliari di privati non abitate dai proprietari ma cedute in locazione.

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