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Svizzera

Keller-Sutter alle banche: «Tutti devono contribuire alla stabilità»

Karin Keller-Sutter è tornata a parlare di UBS.

Karin Keller-Sutter è tornata a parlare di UBS.

Keystone

In un contesto mondiale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze economiche, la Svizzera offre alle imprese qualcosa di preziosissimo, la stabilità, ma spetta anche alle aziende fare la loro parte: lo ha affermato la consigliera federale Karin Keller-Sutter.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

21.05.2026, 15:00•21.05.2026, 15:04

Intervenuta oggi a Berna a un simposio dedicato al private banking organizzato dall'Associazione svizzera delle banche private (ASBP) e dall'Associazione di banche svizzere di gestione patrimoniale e istituzionale (ABB), la ministra delle finanze ha lanciato un monito: «Alla stabilità devono contribuire anche tutti coloro che oggi ne traggono vantaggio, ma che domani potrebbero metterla a rischio».

L'accenno è evidentemente a UBS, che in queste settimane si oppone ai progetti del governo di un inasprimento dei requisiti patrimoniali per gli istituti di rilevanza sistemica. «Il Consiglio federale apprezza il fatto che la Svizzera abbia una grande banca, ma dobbiamo limitare il rischio per i contribuenti», ha chiosato la 62enne. La responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha respinto l'idea secondo cui lo Stato «non farebbe altro che mettere i bastoni tra le ruote alle imprese» e si dimostrerebbe ingrato nei confronti dei buoni contribuenti. «Devo contraddirla con grande fermezza», ha detto.

A suo avviso proprio in fasi di sconvolgimento geopolitico come quella attuale la stabilità ha «un valore inestimabile». E ciò vale anche per la piazza finanziaria: oggi si osserva che i clienti internazionali vogliono nuovamente detenere il loro denaro in misura maggiore in Svizzera. «La stabilità crea fiducia e cosa questo significhi per il settore bancario lo sa bene chi lavora ogni giorno in un istituto: il caso Credit Suisse è lì a ricordarcelo».

La donna politica che ha iniziato la carriera come traduttrice e insegnante di scuola media professionale, per poi passare a diversi consigli di amministrazione di casse pensioni e assicurazioni, ha ricordato che una politica finanziaria sostenibile è un pilastro centrale della stabilità del Paese. Il freno all'indebitamento ancorato nella Costituzione, ha spiegato, rende il suo lavoro «al tempo stesso più facile e più difficile»: più difficile perché le impedisce la via più semplice per finanziare l'aumento della spesa pubblica, cioè la sottoscrizione di nuovi debiti, più facile perché garantisce una politica finanziaria sostenibile, preservando la resilienza e la capacità d'azione del Paese anche in tempo di crisi.

La ministra ha richiamato alla memoria il marzo 2023, quando la Confederazione ha dovuto assumere rischi per oltre 100 miliardi di franchi per garantire il salvataggio e l'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS. «Malgrado questa somma enorme, il rating AAA della Svizzera è rimasto intatto. Ciò è stato possibile solo perché i mercati finanziari hanno confidato che quel rischio per lo Stato fosse sostenibile», ha concluso.

Le considerazioni della consigliera federale PLR eletta nel dicembre 2018 si sposano con il tema di quest'anno della cosiddetta giornata del private banking, che è «L'aumento del debito pubblico: implicazioni per i mercati, le economie e la società». I vari relatori e partecipanti alle discussioni si sono interrogati sulle conseguenze che l'indebitamento dello stato avrà sulla gestione patrimoniale.

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