Petrolio Lukoil firma un accordo per vendere i suoi asset esteri a Carlyle

SDA

29.1.2026 - 15:10

Le attività estere di Lukoil potrebbero finire in mano a un'azienda americana.
Le attività estere di Lukoil potrebbero finire in mano a un'azienda americana.
Keystone

Il colosso petrolifero russo Lukoil, sanzionato da Washington per la guerra in Ucraina, ha dichiarato che venderà i suoi asset esteri alla società di investimenti statunitense The Carlyle Group.

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Lukoil «informa di aver firmato un accordo con la società di investimenti statunitense Carlyle per la vendita di Lukoil International GmbH», ha dichiarato il secondo produttore di petrolio russo, aggiungendo che l'accordo esclude gli asset in Kazakistan.

Lukoil ha tuttavia sottolineato che, per diventare effettivo, l'accordo con Carlyle rimane soggetto a una serie di condizioni, compresa l'autorizzazione dell'ufficio del Dipartimento del Tesoro americano per il controllo degli asset stranieri (OFAC), l'organismo che monitora l'applicazione delle sanzioni. Pertanto, il gruppo russo «continua i negoziati con altri potenziali acquirenti», fa sapere in una nota Lukoil.

L'accordo non è stato commentato da Mosca, poiché si tratta di una questione aziendale, ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «La cosa principale per noi è che gli interessi della società russa siano garantiti e rispettati», ha detto Peskov ai giornalisti.

Tentativo fallito di Gunvor

In passato era stata Gunvor, azienda ginevrina di commercio di materie prime, a tentare l'acquisizione. Lo scorso novembre aveva però ritirato la sua offerta in seguito alle critiche espresse dal Dipartimento delle finanze degli Stati Uniti.

Quest'ultimo aveva accusato sul social network X l'impresa svizzera di essere «una marionetta del Cremlino» e che non avrebbe ricevuto una licenza commerciale finché Vladimir Putin proseguirà la guerra in Ucraina. L'azienda aveva da parte sua respinto questa versione, definendola «fondamentalmente falsa e infondata».

Secondo il quotidiano russo Izvestia, era stata presentata un'offerta intorno ai 10 miliardi di dollari per rilevare la rete di stazioni di servizio in 20 Paesi.

Lo scorso dicembre gli Stati Uniti avevano poi allentato alcune sanzioni nei confronti di Lukoil, in modo da consentire alle stazioni di servizio situate al di fuori della Russia di continuare a operare.