Giustizia Meta condannata a pagare più di mezzo miliardo ai media in Spagna

SDA

20.11.2025 - 20:30

El Pais, La Vanguardia, Marca, El Mundo i media del gruppo Vocento e l'agenzia Europa Press si divideranno gli oltre 500 milioni di euro che Meta dovrà pagare per aver violato la normativa sulla protezione dei dati personali. 
El Pais, La Vanguardia, Marca, El Mundo i media del gruppo Vocento e l'agenzia Europa Press si divideranno gli oltre 500 milioni di euro che Meta dovrà pagare per aver violato la normativa sulla protezione dei dati personali. 
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La giustizia spagnola ha inflitto una multa storica a Meta, il gigante della tecnologia che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, per concorrenza sleale, dopo aver violato la normativa europea sulla protezione dei dati personali.

Keystone-SDA

Un tribunale di Madrid ha condannato la big tech a risarcire oltre 542 milioni di euro a più di 80 testate locali, aderenti all'Associazione dei Media di Informazione, promotrice dell'azione legale, per aver ottenuto «un significativo vantaggio competitivo», utilizzando «i dati di milioni di utenti» per la vendita di pubblicità personalizzata sui social network, senza il loro consenso e in violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

La maxi sanzione può avere un impatto anche in altri Paesi, come la Francia, dove è in corso un procedimento simile contro il gigante tecnologico.

Secondo la sentenza – impugnabile in appello – l'azienda di proprietà di Mark Zuckerberg ha messo in atto un «illecito trattamento» dell'"enorme volume della base dati di utenti in Spagna», sfruttando pratiche di profilazione di massa per marketing mirato.

E ottenendo nel periodo in cui è durata l'infrazione – dal 2018 al 2023 – un vantaggio competitivo che i media iberici «non potevano uguagliare».

Il danno riconosciuto, pari a 479 milioni di euro, cui si aggiungono 60 milioni di interessi legali, sarà diviso tra 87 editori di quotidiani, online e agenzie stampa spagnole, tra cui El Pais, La Vanguardia, Marca, El Mundo i media del gruppo Vocento e l'agenzia Europa Press.

Durante il processo, il management di Meta ha difeso l'uso degli algoritmi per rendere gli annunci pertinenti, anziché quello dei dati degli utenti. Tuttavia, il giudice ha sottolineato nel provvedimento che la big tech «non ha fornito al tribunale resoconti della sua attività in Spagna». E, basandosi sui dati dei media locali, ha stimato che tra il 2018 e il 2023, Meta ha guadagnato 5,28 miliardi di euro in pubblicità, una somma in base alla quale ha stabilito la sanzione per il risarcimento dell'"utile mancato» delle testate giornalistiche.

La maxi multa – che ha un precedente in quella da 1,2 miliardi di euro inflitta dall'autorità garante della privacy alla piattaforma di Zuckerberg nel maggio 2023 – giunge all'indomani dell'offensiva dichiarata dal governo spagnolo, con l'annuncio della convocazione al Congresso dei deputati dei responsabili di Meta. Per accertare se il colosso di Menlo Park abbia «violato sistematicamente la privacy degli utenti», con pratiche di «presunto spionaggio massiccio e occulto», come ha spiegato mercoledì il premier, Pedro Sanchez, al forum 'Metafuturo' a Madrid.

Sanchez ha fatto anche riferimento a un'indagine condotta da esperti in Spagna, Olanda e Belgio, che ha rivelato come Meta abbia utilizzato un sistema occulto per tracciare l'attività web degli utenti, a loro insaputa, anche quando navigavano in modalità segreta.

«Chi viola i nostri diritti e le nostre libertà non può restare immune», ha dichiarato il leader socialista. Promettendo battaglia per una «rifondazione» dei social, divenute «uno stato fallito in cui governano oligarchi tecnologici». E contro la disinformazione, l'odio e la polarizzazione, alimentati dagli algoritmi.