Orologi, in settembre export ancora in calo

ATS

20.10.2020 - 14:05

Gli orologi sono un pilastro dell'export elvetico.
Source: KEYSTONE/GAETAN BALLY

Le vendite di orologi svizzeri all'estero si sono presentate in netto calo anche in settembre, ma la contrazione è stata attenuata ancora una volta dalla Cina, che si conferma in ripresa.

Stando ai dati diffusi oggi dalla Federazione dell'industria orologiera (FH) nel nono mese dell'anno le esportazioni si sono attestate a 1,6 miliardi di franchi, il 12,0% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. In termini di volumi la flessione è stata pari al 25%, con 1,5 milioni di pezzi smerciati.

Settembre presenta quindi una contrazione analoga a quella di agosto (-12%), ma meno marcata di quelle che erano state osservate in luglio (17%), giugno (-35%), maggio (-67%) e aprile (-81%). I primi nove mesi dell'anno si chiudono con un arretramento del 28% (a 11,4 miliardi).

A livello regionale e tornando al settimo mese dell'antico calendario romano, cinque dei sei principali mercati presentano sensibili passi indietro: gli Stati Uniti, che pure avevano mostrato due mesi di stabilità, segnano -14%, Hong Kong -16%, il Regno Unito -10%, il Giappone -27% e Singapore -25%. In contro tendenza è invece sempre la Cina, primo consumatore del Made in Switzerland, che beneficia di un balzo del 79% a 290 milioni di franchi. Nel Paese, che è stato la prima vittima della pandemia, prosegue la ripresa dei consumi dei prodotti di lusso, commenta FH.

Non del tutto uniforme appare l'andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un calo del 21% in termini di valore, la gamma 200-500 una flessione del 26%, il comparto 500-3000 un aumento del 3% e la fascia oltre 3000 franchi un passo indietro del 14%. Seppur modesta, la crescita osservata nel penultimo segmento è la prima registrata da gennaio nei vari ambiti di prezzo, sottolinea FH.

Contrariamente a quanto può avvenire in altre occasioni analoghe, nel suo comunicato la Federazione orologiera non avanza questa volta previsioni riguardo al futuro.

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