Pannelli solari su tetti contro CO2

ATS

13.8.2019 - 11:56

La Svizzera potrebbe raggiungere gli obiettivi dall'Accordo di Parigi con edifici a basso consumo energetico e impianti solari su tutta la superficie dei tetti.
Source: KEYSTONE/GAETAN BALLY

La Svizzera potrebbe raggiungere gli obiettivi dall'Accordo di Parigi con edifici a basso consumo energetico e impianti solari su tutta la superficie dei tetti. Ciò ridurrebbe le emissioni di CO2 del 90%, secondo uno studio dell'Agenzia solare svizzera.

Gli edifici a energia positiva (EEP) potrebbero diventare la più grande centrale solare della Svizzera, indica lo studio presentato oggi a Berna dall'organizzazione Solar Agentur. La produzione energetica annua potrebbe raggiungere nel 2030 un centinaio di terawattora (TWh) e circa 280 TWh entro il 2050. Tutto ciò, viene precisato, senza intaccare un solo metro quadro di paesaggio naturale o un solo ruscello.

Invece di importare 170 miliardi di franchi di energia fossile o nucleare, come è stato il caso per gli ultimi 25 anni, gli autori dello studio – denominato EEP 2019 – invitano le autorità federali a investire nello sviluppo di una politica energetica efficace nel settore degli immobili.

In un quarto di secolo, tali investimenti permetterebbero di risparmiare circa 100 miliardi di franchi e di incassarne 75, sostiene l'Agenzia solare svizzera. Per arrivare a questo risultato, la Confederazione non deve aggiungere nuove tasse, ma applicare rigorosamente il principio di proporzionalità nell'ambito delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Indipendenza energetica

Nello studio sono stati analizzati gli edifici a energia positiva e a quelli che soddisfano i criteri stabiliti dallo standard Minergie-P nei settori dell'edilizia residenziale collettiva e individuale, agricola, commerciale e industriale.

Dai risultati emerge che la produzione di energia solare, in combinazione con impianti ad accumulazione con pompaggio, sarebbe più che sufficiente ad alimentare il settore edile e quello dei trasporti. Il tutto, sottolineano gli autori, a impatto CO2 neutrale.

Inoltre, in un periodo compreso tra i 24 e i 55 anni – a seconda dei diversi scenari considerati – la Confederazione potrebbe anche raggiungere l'indipendenza energetica a impatto CO2 neutrale, sostengono gli autori.

Lo studio EEP 2019 è stato realizzato dall'Agenzia solare svizzera in collaborazione con la Haute école du paysage, d'ingénierie et d'architecture (Hepia) di Ginevra, la Scuola universitaria professionale del nordovest della Svizzera (FHNW) e le università di Ginevra e Parigi.

Tornare alla home page

ATS