Piloti impiegati come macchinisti?

ATS

9.10.2020 - 16:03

Più vicino a un aereo che a una bicicletta.
Source: KEYSTONE/CHRISTIAN MERZ

Troppo pochi macchinisti, da una parte, e troppi piloti d'aereo momentaneamente inattivi dall'altra? La soluzione potrebbe essere spostare il personale dal cockpit alle locomotive. Le associazioni di categoria sono favorevoli.

Negli ultimi anni l'industria aerea è cresciuta a dismisura e la domanda di aviatori è stata molto elevata: poi la situazione è cambiata di colpo con il coronavirus, ricordano in un comunicato congiunto odierno l'associazione dei piloti Aeropers e il Sindacato svizzero dei macchinisti e aspiranti (VSLF, la sigla tedesca viene usata anche in Ticino). Le compagnia sono confrontate con un'eccedenza di personale di cabina che potrebbe durare anni, anche in Svizzera.

Completamente opposte sono le condizioni in cui si trovano le Ferrovie federali, alle prese con una carenza di circa 200 macchinisti: un problema che dovrebbe durare ancora nel tempo, tanto più che nei prossimi anni molti professionisti andranno in pensione.

Le evoluzioni contrapposte hanno spinto Aeropers a mettersi in contatto con VSLF. «La due professioni sono attive in un ambiente di molto complesso: un lavoro metodico e preciso è importante in entrambe i casi, tanto quanto una rapida capacità di percezione, agilità mentale e resistenza», afferma Roman Kälin, portavoce di Aeropers, citato in un comunicato. «L'interazione tra uomo e macchina e la necessità di garantire l'assoluta sicurezza del trasporto dei viaggiatori fra due punti sono altri esempi delle somiglianze tra queste due impegnative professioni».

Entrambe le associazioni professionali affermano di avere un atteggiamento «molto positivo» nei confronti di un possibile impiego di piloti sulle locomotive. «Non vediamo alcun problema fondamentale, anzi, scorgiamo molte opportunità», afferma il presidente VSLF Hubert Giger, pure citato nella nota. Entrambe le associazioni hanno espresso il loro accordo ai datori di lavoro e hanno assicurato il loro sostegno. Le prime idee al riguardo erano emerse in settembre.

È comunque ancora da chiarire come avverrebbe il passaggio dai velivoli ai treni. È pensabile un impiego temporaneo per diversi anni o – dopo un periodo di formazione sufficientemente lungo – un'attività a tempo parziale in entrambe le professioni. Spetta alle compagnie aeree e a quelle ferroviarie sviluppare modelli adeguati, affermano le organizzazioni. Entrambe le associazioni vedono comunque opportunità sia per i dipendenti che per i datori di lavoro, una classica situazione vinci-vinci. Swiss, le FFS e anche il mondo politico sono ora chiamati trovare il modo per poter procedere in modo efficiente e non burocratico su questa nuova strada, concludono Aeropers e VSLF.

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