Quota di sfitti in calo per la prima volta da undici anni

es, ats

28.9.2021 - 17:28

Con le restrizioni dovute alla pandemia molti hanno voltato le spalle alla città e così, contrariamente al trend generale della Svizzera, il numero delle superfici sfitte nei grandi centri è fortemente aumentato.
Keystone

La pandemia di Covid-19 ha rimesso in moto il mercato svizzero degli alloggi. Oltre a un'inversione di tendenza nella quota di sfitti, si possono osservare interessanti spostamenti della domanda.

es, ats

28.9.2021 - 17:28

Negli ultimi mesi alcuni osservatori del mercato avevano intuito una possibile inversione di tendenza per le mancate locazioni, tuttavia la portata del fenomeno è sorprendente, rileva Credit Suisse nel suo ultimo «Monitor immobiliare». La pandemia di coronavirus ha agito da acceleratore.

Dopo undici anni di crescita continua della quota di sfitti, al 1. giugno 2021 l'indice delle disponibilità abitative è tornato per la prima volta a calare, passando dall'1,72 all'1,54%. In Ticino il tasso è superiore al 3% nel Bellinzonese e nel Mendrisiotto e compreso tra il 2,5 e il 3% nel Luganese; tutte e tre le regioni hanno registrato un lieve incremento. Tendenza contraria per il Locarnese (all'1,5-2%) e l'Alto Ticino (all'1,25-1,5%). Nel Grigioni italiano vi è stata una forte flessione (all'1-1,25%).

A livello nazionale, con 71'365 abitazioni sfitte, la riduzione è stata di quasi 7'500 unità, di cui 5'500 appartamenti in locazione: il calo della quota al 2,49% è il risultato di una domanda molto sostenuta di alloggi in affitto e di una contrazione dell'attività edilizia.

Le restrizioni dovute al Covid-19 hanno penalizzato notevolmente i grandi centri in termini di attrattiva e molti hanno voltato le spalle alla città. Così, contrariamente al trend generale della Svizzera, il numero delle superfici sfitte nei grandi centri è fortemente aumentato (+17,3%). Al contempo nei comuni degli agglomerati intorno ai grandi centri sono state registrate quote di superfici sfitte decisamente inferiori (-19,4%). Ma anche in molte regioni rurali-periferiche c'erano meno appartamenti sfitti rispetto all'anno precedente.

Un'altra conseguenza della crisi del coronavirus è lo spostamento della domanda verso appartamenti più grandi. È possibile che molte famiglie decidano di cercare un'abitazione con una camera in più, in modo da poter allestire un ufficio.

Resta aperta la questione della misura in cui la pandemia possa diventare un «game changer». Sarebbe così se il recente trend di aumento delle richieste di appartamenti più grandi al di fuori dei grandi centri si affermasse in modo duraturo. Tuttavia, tutto fa pensare che questa tendenza strutturale sia destinata a indebolirsi nuovamente sulla scia del progressivo ritorno in ufficio e del venire meno delle restrizioni dovute alla pandemia, afferma Credit Suisse.

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