L'addio di Raiffeisen all'Associazione dei banchieri in discussione da tempo

hm, ats

10.11.2020 - 18:00

Non è stata una decisione avventata.
sda

L'uscita di Raiffeisen dall'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) è una conseguenza della nuova strategia adottata dall'istituto, ma internamente il tema era da tempo in discussione: lo afferma il presidente del consiglio di amministrazione (Cda) Guy Lachappelle.

Raiffeisen è giunta alla conclusione di non essere più rappresentata dall'organismo, ha spiegato all'agenzia finanziaria Awp il dirigente con trascorsi alla Banca Coop e alla Banca cantonale di Basilea. Il fatto che l'ASB voglia parlare con una sola voce per l'intero settore bancario si traduce a suo avviso in una situazione in cui si analizzano troppo poco le opinioni dissenzienti.

Lachappelle vede le maggiori differenze di opinione rispetto all'ASB nel campo delle norme e degli standard internazionali per il settore bancario: questi, secondo Raiffeisen, non dovrebbero essere applicati pari pari alle attività con la clientela nazionale. Le grandi banche e le banche private sono invece «più disposte a fare sacrifici», nell'interesse dell'accesso al mercato estero. «Questo è un conflitto che è in corso da anni».

Un'uscita non dettata dalla volontà di risparmio

L'uscita dall'ASB non è per contro in alcun modo da intendere come dettata dalla volontà di risparmio. La quota associativa del gruppo sangallese – ha precisato Lachappelle – ammonta a un «importo milionario a una cifra», valore che rappresenta probabilmente una quota percentuale a due cifre dell'intero budget dell'organizzazione. Semplicemente Raiffeisen utilizzerà in modo diverso i mezzi che ora si liberano.

Non c'è stato neanche alcun coordinamento con altre banche nazionali per quanto riguarda l'uscita di scena dalla ASB, ha proseguito il manager con laurea in diritto e MBA all'università di San Gallo. Raiffeisen ha preso la decisione solo per se stessa.

«Partiamo però dal presupposto che ora anche altre banche riconsidereranno la loro adesione». Potrebbero comunque giungere a conclusioni diverse rispetto al gruppo Raiffeisen, ha concluso il 59enne che figura nel Cda dell'istituto dal 2018.

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