Distributori automatici Selecta vuole prezzi dinamici e dire addio ai contanti. Tagli massicci nel personale all'orizzonte

SDA

18.1.2026 - 20:00

Selecta vuole migliorare la redditività.
Selecta vuole migliorare la redditività.
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Rivoluzione in vista per i clienti di Selecta, gruppo specializzato negli automatici del caffè, di bevande e di snack installati negli uffici nonché in luoghi pubblici: entro tre anni tutti i 309'000 apparecchi gestiti diventeranno senza contanti, anche in Svizzera.

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E l'impresa sta pensando a prezzi dinamici, con i prodotti che diventeranno più cari fuori dagli orari di apertura dei normali negozi.

«La gestione del contante genera costi e alimenta il vandalismo», afferma Venkie Shantaram, CEO della società dall'ottobre scorso, in un'intervista pubblicata dal portale Watson.

Oggi malgrado la tendenza digitale, «in Svizzera, Italia, Spagna, Germania e Francia la maggioranza paga ancora con monete», con circa 20 milioni di euro mensili circolanti nelle macchine.

«Eravamo troppo cari», si punta a prezzi dinamici

La strategia più audace riguarda i prezzi.

«Valuteremo la nostra offerta, prodotto per prodotto. In passato eravamo semplicemente troppo cari», ammette il 53enne.

L'obiettivo è introdurre una tariffazione dinamica su due fasce orarie: «Perché non avere due prezzi diversi al giorno? Uno durante l'orario di apertura dei negozi e uno dopo?».

L'aumento serale non sarà drastico: «Rispetto ai supermercati, i prodotti non dovrebbero costare più del 10% di giorno; su quella base, si potrebbe aggiungere un altro 10% in orario notturno».

Meno scelta di prodotti

Parallelamente il dirigente caldeggia uno sfoltimento dell'assortimento. «Il 19% dei nostri prodotti genera l'80% del margine lordo: molti articoli ci rendono troppo poco».

L'offerta futura sarà più mirata e potrebbe includere articoli di igiene come assorbenti o, previa verifica anagrafica, prodotti del tabacco e alternative smoke-free.

La collaborazione «Coop-to-go» ridimensionata

Vengono per contro abbandonati i «castelli in aria» del passato, come l'espansione massiccia nei frigoriferi intelligenti per pasti freschi in ufficio.

«I pasti freschi non sono la nostra competenza principale: questa strategia ci costa ancora molto», dichiara il dirigente, rivelando di avere «500 frigoriferi inutilizzati in magazzino da vendere».

Anche la collaborazione con Coop per i «Coop to go» in luoghi semi-pubblici sarà ridimensionata.

La crisi ha insegnato la lezione più dura: Selecta, un anno fa, aveva un debito di 1,1 miliardi di euro. «Al mio arrivo, ho scoperto che avevamo 7300 fornitori: sono circa 6000 di troppo».

Ora, con nuovi investitori istituzionali al posto dei fondi private equity, il percorso è chiaro: «Il 2026 è un anno cruciale. Dobbiamo dimostrare il nostro valore».

Oltre 5'000 posti di lavoro saranno ancora tagliati

La riorganizzazione comporta anche dolorosi tagli.

Dagli oltre 10'000 dipendenti del 2020 si è scesi a 6000, con ulteriori 80 posti cancellati di recente in Svizzera.

«Sono convinto che ci siano ancora inefficienze: in alcuni casi, bastano due addetti invece di quattro per il rifornimento», osserva lo specialista di nazionalità inglese, prevedendo un ulteriore calo a «5500 o anche 5000» collaboratori.

Selecta ci sarà ancora tra 5 anni?

Simbolicamente significativo è lo spostamento della sede legale a Londra, «per un bacino di talenti più ampio», mentre il quartier generale operativo svizzero resta a Cham (ZG) in un ufficio di co-working più economico.

«La Svizzera rimane il nostro mercato più grande e redditizio», tiene a precisare Shantaram.

Alla domanda se Selecta esisterà ancora tra cinque anni, la risposta del nuovo capitano è netta: «Assolutamente: al 100 per cento», conclude.