Mezzi di pagamento

Sempre più svizzeri pagano senza contante

ns, ats

23.6.2021 - 10:15

I contanti sono ancora il metodo di pagamento preferito in Svizzera (immagine d'archivio).
Keystone

Per effettuare i loro pagamenti, i domiciliati in Svizzera usano sempre meno il contante, che rimane tuttavia lo strumento più diffuso, e si orientano verso mezzi alternativi. La carta di debito ha acquisito maggiore importanza.

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23.6.2021 - 10:15

Sono questi, in estrema sintesi, i principali dati che emergono dal Sondaggio sui mezzi di pagamento 2020 realizzato dalla Banca nazionale svizzera (BNS) nello scorso autunno, dopo una prima inchiesta del 2017.

Uso del contante: -30 punti percentuali

«Il sondaggio mostra cambiamenti evidenti nell'utilizzo dei mezzi di pagamento», scrive la BNS nel rapporto pubblicato oggi. In base al numero dei pagamenti ricorrenti non regolari – ossia quelli al supermercato, al ristorante ma anche su piattaforme in linea -, il contante rimane lo strumento usato più spesso dalla popolazione, con una quota però sensibilmente diminuita rispetto al 2017: in quell'anno la proporzione era stata del 70%, lo scorso autunno del 43%.

In questo triennio l'uso della carta di debito e di credito è aumentato portandosi al 33% (2017: 22%) per la prima, e al 13% (2017: 5%) per la seconda. A mostrare una propensione al contante superiore alla media sono, come tre anni prima, le persone domiciliate nella Svizzera italiana, quelle di 55 o più anni e quelle appartenenti a economie domestiche a basso e medio reddito.

Progressione della carta di debito...

In base al valore delle transazioni dei pagamenti non regolari, la carta di debito ha soppiantato il contante come strumento con la quota di utilizzo più elevata. In termini di valore, la quota della carta di debito ammonta ormai al 33% (2017: 29%), mentre quella del numerario al 24% (2017: 45%). Ciò deriva, tra gli altri, dal fatto che il contante è rimasto il mezzo più largamente impiegato solamente per il regolamento di importi inferiori a 20 franchi, mentre nel 2017 vi si ricorreva in prevalenza per somme fino a 50 franchi, spiega l'istituto di emissione.

Il 92% di tutte le persone intervistate dispone di una carta di credito o di debito dotata della funzione pagamento senza contatto. Il 60% di coloro che possiedono queste carte afferma di utilizzarle sempre o prevalentemente in questa modalità.

... e delle app di pagamento

Le app di pagamento mostrano un'evoluzione dinamica: nel 2017 rivestivano ancora un ruolo marginale, ma da allora il loro tasso di diffusione è fortemente cresciuto (2017: 11%; 2020: 48%). Al tempo stesso, le relative quote di utilizzo in termini di numero di transazioni e di valore sono salite rispettivamente da pressoché zero al 5% e al 4%.

Per quanto riguarda il pagamento di spese ricorrenti regolarmente (quali l'affitto e premi assicurativi), i bonifici via on line banking sono in Svizzera di gran lunga lo strumento più utilizzato. In base al valore delle transazioni, il 62% di tutti i pagamenti è effettuato in questo modo.

Cambiamenti accelerati dal Covid-19

Da un lato i cambiamenti osservati nel comportamento della popolazione riflettono l'apprezzamento per mezzi di pagamento alternativi. Ad esempio, per semplicità e rapidità d'uso, la carta di debito viene ora valutata più positivamente rispetto al numerario, scrive la BNS.

D'altro canto, un terzo delle persone interpellate dichiara di aver modificato le proprie abitudini in modo durevole a causa della pandemia da coronavirus e di servirsi maggiormente delle carte di pagamento. Non è tuttavia possibile, sulla base dei dati ricavati dal sondaggio, esprimere un giudizio sull'importanza relativa del Covid-19 quale determinante dei cambiamenti intervenuti, sottolinea la banca centrale elvetica.

Interrogate oltre 2100 persone

Per l'indagine la BNS ha contattato 2434 persone di 15 anni e più domiciliate in Svizzera e considerato un campione depurato di 2126 (1506 nella Svizzera tedesca, 520 in quella romanda e 100 in quella italiana). Nel campione vi è una diversità di variabili socioeconomiche come livelli di formazione, reddito, età, sesso e luogo di residenza (città, agglomerazione, campagna). La BNS giudica il campione rappresentativo.

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