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Al congresso annuale

Caritas chiede una lotta più efficace contro povertà

La consigliera federale Baume-Schneider oggi al Congresso di Caritas.

La consigliera federale Baume-Schneider oggi al Congresso di Caritas.

Keystone

I politici devono adottare misure più efficaci per combattere la povertà. È la richiesta lanciata dall'organizzazione umanitaria Caritas, che oggi, in occasione del suo 125esimo anniversario, tiene a Berna il suo congresso annuale sulla politica sociale.

Redazione blue News
Keystone-SDA

Redazione blue News, Keystone-SDA

30.01.2026, 15:39•30.01.2026, 15:49

Le misure di austerità e le lotte intestine stanno attualmente dominando a spese dei poveri, afferma Caritas. Il numero di persone che vivono in condizioni finanziarie precarie è in aumento da anni.

Un opuscolo distribuito oggi per l'occasione sottolinea con cifre lampanti la situazione. In Svizzera la disuguaglianza nei redditi da lavoro si è accentuata: i più ricchi (1%, circa 40-50mila persone) dispongono in media di fondi 800 volte superiori a quelli di una persona appartenente alla metà più povera della popolazione (circa 4-4,5 milioni di persone).

Secondo Caritas, dal 1982 al 2021 si è verificata una ridistribuzione verso l'alto dei guadagni: la fascia più ricca della popolazione (0,1%) ha quadruplicato i propri redditi e quella molto benestante (1%) li ha quasi triplicati. Sull'altro versante invece, i redditi bassi e medi sono rimasti nettamente indietro: quelli appartenenti al 20% più povero della popolazione sono aumentati di 2,5 volte, mentre il salario mediano è solo raddoppiato.

Distribuzione sbilanciata della ricchezza

Nel 2023, la fascia del 10% più povera della popolazione disponeva in media di 26'086 franchi all'anno, mentre il 10% più ricco superava i 95'510 franchi. Il reddito mediano si attestava a 51'973 franchi. Nel confronto internazionale, la Svizzera si colloca nella fascia media dei paesi OCSE per disuguaglianza dei redditi.

La crescente disuguaglianza si manifesta soprattutto nella distribuzione della ricchezza. Escludendo il patrimonio previdenziale, l'1% più ricco della popolazione residente elvetica possiede oltre il 45% – quasi la metà – del patrimonio totale. La metà degli adulti dispone inoltre di pochi risparmi, non possiede patrimonio o è addirittura indebitata. Se si considera la disuguaglianza patrimoniale Svizzera e Stati Uniti guidano la classifica e si collocano nettamente al di sopra della media OCSE.

In Svizzera l'istruzione – sottolinea l'ente assistenziale – rimane un privilegio. Nel confronto europeo, la Svizzera si colloca nel terzo inferiore per quanto riguarda l'equità delle opportunità nel sistema educativo e presenta una mobilità educativa relativamente bassa. Solo il 10% dei figli di padri con reddito inferiore alla mediana consegue un master, contro il 40% dei figli di padri appartenenti alla categoria dei redditi più alti.

Famiglie al limite

La soglia di povertà si basa su un livello di sussistenza molto basso che non garantisce la partecipazione sociale, prosegue l'ente caritativo. Le famiglie sono spinte al limite dal costante aumento dei costi degli alloggi e dei premi di cassa malati e molti bambini sono colpiti.

«Nonostante tutto questo, una politica coerente contro la povertà rimane in gran parte assente in Svizzera», è l'accusa lanciata nell'ambito del congresso, che tratta proprio il tema dell'indigenza nel nostro Paese. Alla giornata ha preso parte anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, che nel suo intervento ha dichiarato: «tutte le persone che vivono in Svizzera dovrebbero poter vivere dignitosamente. Questa rivendicazione, tuttavia, non corrisponde alla realtà, poiché oltre 700.000 persone sono colpite dalla povertà».

La lotta contro la povertà richiede soluzioni durature, ha sottolineato la ministra della socialità. «La Confederazione lavora con i Cantoni, i Comuni e la società civile per promuovere lo sviluppo e l'attuazione di misure efficaci». Si tratta di una responsabilità condivisa, che richiede un impegno collettivo.

A che punto è la Svizzera?

Al congresso era presente pure il consigliere di Stato vallesano Mathias Reynard, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Ha discusso in particolare con Patricia von Falkenstein, consigliera nazionale del Partito liberale-radicale del Canton Basilea, Marco Salvi di Avenir Suisse e Peter Lack, direttore di Caritas Svizzera affrontando la questione «La povertà qui e oggi: a che punto è la Svizzera sociale?».

Secondo Caritas, molte soluzioni per ridurre la miseria sono state discusse a lungo. «Sono sul tavolo e ampiamente accettate in linea di principio, ma non vengono attuate o lo sono solo in modo poco convinto».

Per il suo compleanno numero 125, Caritas ha pubblicato un almanacco sociale, che si concentra su diverse prospettive sulla povertà in Svizzera. Membri attivi della politica, della ricerca e della società civile condividono le loro opinioni nel libro, infarcito di tendenze, analisi e cifre.

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