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Immagine d'illustrazione
archivio KEYSTONE
Da diverse settimane il volatile sta mettendo in difficoltà i residenti, che ormai hanno paura di uscire di casa, dopo che alcuni di loro son stati presi di mira dall'animale alla testa e hanno riportato ferite sanguinanti. Il sindaco pensa all'abbattimento, ma le associazioni animaliste si oppongono. E gli esperti spiegano il perché dello strano comportamento.
Da diverse settimane sorvola il quartiere gracchiando come per lanciare un avvertimento: «State lontani dal mio nido». E così una semplice cornacchia è riuscita a mettere in difficoltà un'intera zona di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia.
In città ormai c'è chi esce di casa solamente armato di ombrello nonostante il sole splenda alto nel cielo e chi preferisce indossare un casco da ciclista per evitare spiacevoli incontri dall'alto.
Per molti residenti, però, la precauzione non è bastata. Come riporta tra gli altri «La Nuova Sardegna», diversi abitanti raccontano di essere stati colpiti alla testa e alcuni hanno persino dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.
«Mi ha beccato la fronte con violenza, vede i punti?», ha raccontato uno dei residenti ai giornalisti de «La Vita in Diretta», programma di Rai1, arrivati sul posto per documentare la vicenda.
Quella che inizialmente sembrava una semplice curiosità di vicinato si è trasformata in un caso di rilevanza nazionale, attirando l'attenzione dei media e aprendo un acceso dibattito tra amministrazione comunale e associazioni animaliste.
I residenti descrivono una situazione ormai diventata difficile da gestire. L'animale piomba infatti all'improvviso alle spalle dei passanti, prendendo di mira soprattutto testa e nuca.
E le sue incursioni hanno cambiato le abitudini quotidiane di molte persone, che raccontano di avere timore persino di uscire sul terrazzo, recuperare il giornale o fare una passeggiata sotto casa.
In alcuni casi neppure le precauzioni citate prima, come gli ombrelli o i caschi, si sono rivelate sufficienti. Una residente ha infatti raccontato che la cornacchia arriva addirittura a colpire il vetro della finestra della sua cucina.
Dietro quello che appare come un comportamento aggressivo non ci sarebbe però alcuna volontà di attaccare l'uomo. Gli esperti spiegano infatti che si tratta di una reazione naturale di difesa del nido.
I vigili del fuoco hanno individuato sulla cima di un albero della via un grande nido occupato da una coppia di cornacchie e dai loro piccoli.
Ed è proprio la presenza di questi ultimi che spiegherebbe gli attacchi: le cornacchie sono infatti animali molto intelligenti e, durante il periodo della nidificazione, possono effettuare voli radenti e picchiate intimidatorie contro qualsiasi potenziale minaccia percepita nelle vicinanze, compresi gli esseri umani.
Quello che i residenti interpretano come un vero e proprio assalto sarebbe dunque un istintivo comportamento di protezione parentale.
Dopo vari tentativi di allontanamento e cattura senza successo, il sindaco Alessandro Basso ha deciso di intervenire con un'ordinanza che prevede il cosiddetto «prelievo selettivo eutanasico» dell'animale, ossia di addormentare la cornacchia.
Una scelta motivata dalla necessità di garantire la sicurezza pubblica e di rispondere alle richieste dei cittadini, sempre più esasperati da una situazione che limita la normale vita quotidiana del quartiere.
La decisione ha però provocato la dura reazione delle associazioni animaliste, che contestano il provvedimento giudicandolo sproporzionato e potenzialmente illegittimo.
A loro avviso, infatti, la cornacchia non farebbe altro che difendere i propri piccoli seguendo il proprio istinto naturale e dovrebbe quindi essere gestita con metodi alternativi all'abbattimento.
Nel frattempo, a Pordenone, il dibattito continua. Da una parte ci sono i residenti che chiedono di poter tornare a camminare tranquillamente per strada, dall'altra chi difende il diritto dell'animale a proteggere il proprio nido.
E al centro della contesa resta lei: una cornacchia che, con le sue improvvise picchiate, è riuscita a dividere un'intera città.