Con il telelavoro addio al reggiseno, donne più libere

hm, ats

8.8.2021 - 15:00

Molte aziende vogliono continuare a permettere il telelavoro.
Immagine d'illustrazione
Fotogravia archivio KEYSTONE

Grazie al telelavoro le donne possono maggiormente rinunciare al reggiseno: lo segnala oggi la SonntagZeitung, che al capo d'abbigliamento femminile – ancora più chiacchierato in tempi di MeToo – dedica una lunga analisi.

hm, ats

8.8.2021 - 15:00

Secondo il domenicale le lavoratrici un po' in tutto il mondo stanno rimuovendo il reggiseno e per questo grande partecipazione ha raccolto l'esternazione dell'attrice statunitense 52enne Gillian Anderson – nota per i suoi ruoli nella serie televisiva X-Files e in The Crown – quando ha affermato di essere disposta a vedere i suoi seni scendere sino all'ombelico, pur di non indossare più quell'elemento della biancheria intima.

Per non poche impiegate – sostiene la giornalista della testata zurighese – la fine della giornata di lavoro comincia proprio quando ci si può sfilare il fastidioso capo. Che può avere peraltro diverse valenze. Da una parte costrizione, visto che il reggiseno ha la stessa funzione del suo predecessore, il busto: il seno femminile deve essere sì presente, ma non naturale, non deve ondeggiare, non deve dare l'impressione di avere capezzoli e non deve esser a goccia, ma guardare dritto davanti a sé. Dall'altra il toglierselo può avere una forte connotazione femminista, anche se non è vero che – come vuole la leggenda – sia stato bruciato nel 1968 per protesta contro Miss America.

Ora non è solo questione di MeToo, argomenta il settimanale: le donne non hanno più voglia di essere scomode. Piano piano il (vecchio) reggiseno morbido e le (nuove) bralette hanno scalato la classifica della popolarità. Modelli senza imbottitura e ferretto, anche senza ganci e cuciture.

«Vendiamo più reggiseni comfort e modelli senza ferretto»

Beldona, il più grande rivenditore svizzero nel segmento della lingerie, non può confermare che l'introduzione del telelavoro abbia avuto un impatto negativo sulle vendite di reggiseni, ma i cambiamenti di gusti ci sono. «Vendiamo più reggiseni comfort e modelli senza ferretto», spiega una portavoce citata dalla SonntagsZeitung. Ancora più chiara è Calida: «si può tranquillamente dire che il reggiseno push-up è out», afferma una dirigente.

Si pone però peraltro la questione di fondo del perché le donne indossino questa fascia elastica. «La risposta, come spesso accade quando si tratta del corpo femminile, è semplice: perché a un certo punto si è deciso che fosse giusto così», risponde la giornalista. Una donna decente non esce di casa senza, perché altrimenti è osceno.

L'attrice Jane Birkin può essere sempre andata in giro senza reggiseno, la modella Kate Moss anche. Ma un seno normale che rimbalza felicemente mentre si cammina è generalmente considerato un affronto e ancora di più sopra una certa taglia. Le donne si sentono provocate tanto quanto gli uomini, che credono che sia un messaggio diretto a loro.

Secondo la SonntagsZeitung togliere il reggiseno significa invece qualcosa di completamente diverso: libertà. Perché da un profilo medico non c'è un motivo per indossare il capo in questione. Nel 2013 un professore di medicina dello sport dell'Università di Besançon creò scalpore quando dichiarò che uno studio che aveva realizzato con 300 partecipanti durante 15 anni aveva dimostrato come il seno tenda a essere danneggiato se viene sostenuto per tutta la vita. Le sue scoperte sono state contestate, ma per quanto possa sembrare curioso, nessuno sa esattamente come il reggiseno influenzi il seno, poiché non ci sono indagini sull'argomento: non è assolutamente chiaro se i seni cadano più o meno rapidamente vittime della gravità quando sono avvolti o no. L'unica raccomandazione sembra essere quella di sostenerli durante lo sport, per il bene della pelle.

È una questione di gusto personale e della condizione dei seni se ci si sente più a proprio agio con o senza un reggiseno: e questo non ha nemmeno a che fare con le dimensioni, conclude la cronista.

hm, ats