Argovia Uccise la moglie in uno snack bar di Rupperswil, rischia 17 anni di carcere

mp, ats

3.2.2025 - 10:10

Il processo si terrà nel tribunale distrettuale di Lenzburg (AG)
Il processo si terrà nel tribunale distrettuale di Lenzburg (AG)
Keystone

La procura di Lenzburg-Aarau ha promosso un'accusa di assassinio nei confronti di un 59enne che nel febbraio 2023 aveva accoltellato a morte la moglie, 47enne, in uno snack bar di Rupperswil (AG). Chiederà in tribunale una pena detentiva di 17 anni.

Keystone-SDA, mp, ats

L'uomo ha agito in modo violento e senza scrupoli, motivo per cui è stata formulata un'accusa di assassinio contro di lui, ha annunciato oggi il ministero pubblico a conclusione delle indagini.

Il 15 febbraio 2023, alle 8.40 del mattino, una persona aveva chiamato la centrale d'allarme della polizia per segnalare che un uomo aveva aggredito una donna con un coltello in un locale del centro del paese.

Intervenute con diverse pattuglie, le forze dell'ordine avevano trovato la donna in un lago di sangue all'interno dello snack bar. Sul posto era giunta anche un'ambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione la donna era deceduta per le gravi ferite riportate. L'uomo era stato arrestato sul posto senza opporre resistenza.

La coppia aveva lavorato insieme nel locale

La coppia, originaria dello Sri Lanka, aveva lavorato insieme nel locale, si legge nella nota della procura di Lenzburg-Aarau. Quella mattina era scoppiata una lite. Nel corso delle indagini, l'uomo ha confessato di aver accoltellato la moglie durante l'alterco.

Il 59enne, che è stato immediatamente posto in detenzione preventiva, dovrà ora comparire davanti al tribunale distrettuale di Lenzburg.

Il comune di Rupperswil, che dista qualche chilometro da Aarau, è assurto a triste notorietà il 21 dicembre del 2015, quando uno svizzero allora 32enne assassinò con tagli alla gola una madre 48enne, i suoi due figli di 13 e 19 anni e l'amica del primogenito, che erano riuniti nell'abitazione in vista del Natale

. L'autore del tragedia è stato in seguito condannato alla pena detentiva a vita e all'internamento.