L'intervista al capotrenoAnche sulla Ferrovia Retica i turisti sono sempre più irascibili: «A volte bisogna chiamare la Polizia»
bfi
4.4.2026
Una storica carrozza panoramica della Ferrovia Retica sulla tratta del Bernina.
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Anche il personale della Ferrovia Retica è sempre più spesso vittima di abusi verbali, minacce e comportamenti irrispettosi. Un capotreno racconta a blue News di come il turista è sempre meno coinvolto dallo spettacolare paesaggio, mentre sembra essere sempre più pronto a dare in escandescenza.
Come altre ferrovie di montagna svizzere, anche la Ferrovia Retica è presa d'assalto dai turisti.
Il personale della ferrovia oggi patrimonio mondiale dell'Unesco è vittima di clienti irrispettosi e irascibili.
«Alle volte dobbiamo chiedere l'intervento della Polizia o delle guardie di confine», racconta Stefano Plozza, capotreno dell'RHB (Rhätische Bahn).
Immersi in un paesaggio idilliaco, molti, spesso, non godono di tanta bellezza: «I nostri clienti chiedono continuamente connessioni a internet, invece di godersi il paesaggio».
Molti assistenti di treno, dopo pochi anni lasciano la professione a causa di continue situazioni stressanti generate da conflitti con i turisti.
Il capotreno chiede all'azienda di optare solo per posti riservati sui treni e per una maggiore presenza di forze dell'ordine.
Il comportamento aggressivo dei passeggeri nei confronti del personale di trasporto in Svizzera è in aumento e ora riguarda anche le ferrovie di montagna.
Lukas Mathyer, caposquadra degli assistenti di treno delle Ferrovie della Jungfrau, in una recente intervista alla SRF ha detto che sulle carrozze di sua competenza «i toni si fanno sempre più aspri, soprattutto dopo la pandemia, il rispetto è diminuito».
E sulla Ferrovia Retica come si comportano i turisti? Per rispondere a questa domanda blue News ha contattato Stefano Plozza, assistente di treno - oppure, come più comunemente viene chiamato, capotreno - della Ferrovia Retica.
Anche sui nostri treni il rispetto è sempre meno, la gente pretende tanto, succede spesso per esempio a Tirano, che le persone arrivino dal personale di bordo a chiedere informazioni senza salutare e tantomeno ringraziare. Inoltre, si irritano facilmente se li si trova con un biglietto «fuori posto».
Il Bernina Express nei pressi di Morteratsch. Sullo sfondo il ghiacciaio omonimo.
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Secondo lei cosa rende il turista sempre meno paziente?
Forse siamo abituati ad avere tutte le comodità, qui, ora e subito. I nostri clienti chiedono continuamente connessioni a internet, invece di godersi il paesaggio. A volte sembra che vivano in un mondo surreale, sembrano essere sempre di corsa.
Quali sono i vostri codici di condotta in casi di grave mancanza di rispetto nei vostri confronti?
Noi cerchiamo sempre la risoluzione pacifica, ma non sempre é facile, e alle volte addirittura dobbiamo chiedere l'intervento della Polizia o delle Guardie di Confine.
L'iconico viadotto della Landwasser con i suoi 65 di altezza e 136 metri di lunghezza
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Come vengono preparati i collaboratori a gestire situazioni di tensione con i passeggeri?
Facciamo continuamente dei corsi con dei professionisti per gestire al meglio questi casi, poiché sono sempre in aumento.
A Tirano, spesso, succede che vi sono tanti turisti, con biglietto valido, in attesa di un treno, ma i posti a sedere non sono sufficienti. È possibile riservare un posto sulle vostre carrozze?
Sulle nostre carrozze è possibile riservare i posti sul treno regionale, ma non obbligatorio. Obbligatoria è invece la prenotazione sul Bernina Express e il Glacier Express.
Sul Glacier Express i posti a sedere si devono prenotare.
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In un mondo sempre più digitale, la presenza fisica del personale sui treni è diventata più importante per gestire l'emotività dei passeggeri o viene percepita come un ostacolo da chi vorrebbe fare tutto tramite app?
La presenza del personale sul treno mi sembra che sia percepita ancora bene da parte del cliente, eccezioni a parte. In specialmodo sui treni panoramici, i turisti chiedono volentieri informazioni riguardanti la geografia del paesaggio e dati tecnici che riguardano il treno e la tratta.
Il numero di suoi colleghi che cambia professione dopo pochi anni è in aumento. Crede che il comportamento dei turisti incida in maniera significativa su questo fenomeno?
Già, sempre piú colleghi si sentono stressati da queste situazioni di conflitto sui treni. Per questo tanti, specialmente giovani, se ne vanno dopo pochi anni di lavoro.
Il viadotto di Brusio, una dei punti più fotografati e iconici della ferrovia grigionese, patrimonio dell'Unesco.
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Cosa chiederebbe concretamente alla politica o alle aziende di trasporto per migliorare la situazione?
Per migliorare la situazione sui treni, parlo per la nostra ferrovia, sarebbe utile assumere più personale, vale a dire 2 capotreno al posto di uno solo, che deve gestire tutto il convoglio. Ci vorrebbe anche più presenza da parte delle forze dell'ordine. Infine, opterei per l'idea di limitare i posti, come succede per le compagnie aeree. Posti numerati insomma.