Baricco riceve Premio europeo per saggistica

ATS

4.10.2020 - 14:16

Lo scrittore italiano Alessandro Baricco, qui in una foto d'archivio al Festival del film di Locrano, ha vinto il Premio europeo per la saggistica
Source: KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

Il Premio Europeo per la Saggistica, giunto alla 42esima edizione, è stato assegnato allo scrittore torinese Alessandro Baricco per la traduzione in lingua francese del suo libro «The Game» (Gallimard, 2019), edito in Italia nel 2018 da Einaudi.

La cerimonia di consegna del riconoscimento a Baricco si terrà domani, a Losanna da parte della Fondation Charles Veillon. Per l'occasione, l'autore premiato terrà una conferenza all'Università della città svizzera. Il riconoscimento (Prix Européen de l'Essai) è dotato di un assegno di 20 mila franchi svizzeri (circa 18'670 euro).

Con il suo saggio «sull'insurrezione digitale», Alessandro Barricco, secondo la motivazione della giuria, «cerca di capire perché abbiamo creato questo mondo. In tal modo, disegna la mappa di questo nuovo territorio, rivelando un nuovo significato a questa rivoluzione che ci ha radicalmente trasformati». La giuria ha deciso di premiare «un'opera profondamente filosofica, una posizione personale, un approccio da saggista alimentato da un talento da romanziere e una lettura accattivante che va al cuore dell'attuale problematica del mondo digitale».

Secondo Baricco, quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un'insurrezione mentale. Chi l'ha innescata – dai pionieri di Internet all'inventore dell'iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all'uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è «The Game».

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