Epidemia Coronavirus: salgono a 374 i casi in Svizzera

ATS

9.3.2020 - 18:25

Il cantone più toccato è il Ticino.
Il cantone più toccato è il Ticino.
Source: KEYSTONE/Ti-Press/Alessandro Crinari

È salito a 374 il numero di casi positivi di coronavirus in Svizzera, di cui 312 confermati: lo comunica l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel suo bilancio aggiornato alle 12.00.

Ieri, domenica, alla stessa ora i casi erano 332, vale a dire 42 in meno, fra cui 281 confermati (31 in meno).

I morti rimangono due: una 74enne deceduta il 5 marzo al Centro ospedaliero universitario (CHUV) di Losanna e un 65enne spirato ieri all'Ospedale cantonale di Liestal (BL).

In 20 cantoni (come ieri) è stata segnalata la malattia: si tratta di Appenzello Esterno, Argovia, Basilea Campagna, Basilea Città, Berna, Friburgo, Ginevra, Giura, Grigioni, Lucerna, Neuchâtel, San Gallo, Soletta, Svitto, Ticino, Turgovia, Vaud, Vallese, Zugo e Zurigo. Sono sei i cantoni non ancora toccati: Appenzello Interno, Glarona, Obvaldo, Nidvaldo, Sciaffusa e Uri.

Il Canton Zurigo nel frattempo ha deciso che verranno sottoposti a test solo le persone con tosse o febbre oltre i 65 anni oppure con malattie croniche. Al momento, sono stati trovati 40 casi positivi sulle 855 analisi effettuate. Da ora, inoltre, i campioni zurighesi potranno essere effettuati in studi medici e ospedali e non dovranno essere confermati dal laboratorio di referenza di Ginevra, ma direttamente dall'Istituto di virologia dell'università di Zurigo.

Il Ticino il più toccato

Il Ticino al momento è il cantone che registra più casi positivi: alle 16.00 vi erano 68 casi positivi, indica in una nota lo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) senza precisare quanti di questi siano confermati. Nei Grigioni ci sono dodici casi certi e cinque in attesa di conferma.

Per quanto riguarda la situazione in Italia, Berset davanti al Consiglio nazionale ha ribadito che una chiusura delle frontiere o un divieto dei trasporti pubblici in provenienza dalla vicina Penisola non è a questo stadio indicata.

"Senza i frontalieri, il sistema sanitario ticinese non potrebbe funzionare normalmente", ha aggiunto il "ministro" della sanità, precisando che "il virus non si arresta ai confini".

La Sessione per ora va avanti

La Delegazione amministrativa (DA) del parlamento oggi ha deciso all'unanimità che la sessione primaverile delle Camere federali, per ora, prosegue.

La decisione è stata ribadita poco dopo a larghissima maggioranza anche dal Consiglio nazionale, che ha respinto - con 155 voti contro 13 e 8 astenuti - una mozione d'ordine del capogruppo dell'UDC Thomas Aeschi (ZG), che chiedeva di interrompere i dibattiti per almeno una settimana.

Tuttavia, è stato decretato un rafforzamento delle regole d'igiene, per esempio con il rispetto della cosiddetta distanza sociale. A causa del coronavirus, la DA aveva già emanato misure restrittive la settimana scorsa.

L'UDC nel frattempo ha annullato l'Assemblea dei delegati in programma il prossimo 28 marzo a Basilea. In seguito alla decisione cade anche l'elezione del nuovo presidente di partito.

Telelavoro e messa in streaming

Numerosi datori di lavoro stanno prendendo misure per evitare contagi, tra cui il telelavoro consigliato dalle autorità sanitarie. Ad esempio, diversi giornalisti del Blick e dell'agenzia Keystone-ATS da oggi e fino a nuovo ordine lavorano da casa. Nessun provvedimento in questo senso è stato per ora preso invece per le testate di Tamedia e CH Media.

Intanto, fino a Pasqua le messe domenicali celebrate alla cattedrale di San Gallo saranno trasmesse in diretta in streaming.

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