COVID-19

«Sì» dell'OMS al vaccino Sinovac: «È sicuro ed efficace»

SDA

1.6.2021 - 22:03

FILE - In this Friday, May 28, 2021 file photo, a healthcare worker prepares a dose of the Sinovac COVID-19 vaccine during a vaccination session for medical staff who work at private clinics in Caracas, Venezuela. The World Health Organization has issued an emergence use listing for the COVID-19 vaccine made by Sinovac in adults aged 18 and over, the second such authorization it has granted to a Chinese company. In a statement on Tuesday, June 1 the U.N. health agency said data submitted to its experts showed that two doses of the vaccine prevented people from getting symptoms of COVID-19 in about half of those who got the vaccine.(AP Photo/Matias Delacroix, file)
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE

Già ampiamente usato in molti Paesi del mondo, da oggi il vaccino della cinese Biotech Sinovac guadagna l'approvazione d'emergenza dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che lo omologa come «sicuro, efficace» e conforme agli standard internazionali anche nel processo di produzione.

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1.6.2021 - 22:03

In un comunicato, il comitato indipendente di esperti vaccinali che fornisce i pareri all'agenzia Onu fa sapere che il vaccino – il secondo di produzione cinese approvato dopo il Sinopharm, sdoganato il 7 maggio – è utile per sopperire all'emergenza e somministrabile in due dosi distanziate di quattro settimane alle persone di 18 anni e più.

Il Sinovac, ha stabilito l'Oms, ha un'efficacia solo del 51% nell'impedire il contagio, ma del 100% nel prevenire i sintomi gravi e il ricovero, secondo i dati della sperimentazione, che tuttavia appare lacunosa nei dati sull'incidenza della copertura nelle persone di 60 anni e oltre.

Fra i vantaggi accertati, dice ancora l'agenzia Onu, la facile stoccabilità, che rende il preparato Sinovac adatto all'impiego negli Stati meno ricchi. Ed è infatti già utilizzato in 22 Paesi, frutto della «diplomazia dei vaccini» di Pechino. Fra questi, Turchia, Brasile, Messico, Cile, Thailandia e Tunisia.

Il via libera dell'Oms permette infatti al Sinovac di essere utilizzato nel programma Covax, che s'incarica di vaccinare i Paesi a basso reddito, altrimenti esclusi da ogni profilassi.

«Il mondo ha disperato bisogno di numerosi vaccini anti-Covid-19 per far fronte alle enormi diseguaglianze in tutto il mondo», ha dichiarato la vicedirettrice dell'Oms Mariangela Simao, incaricata dell'accesso alle cure e ai medicinali, poche ore dopo che un Paese povero come il Perù è balzato in cima alla triste classifica mondiale dei morti per numero di abitanti, costretto a quasi triplicare il numero totale delle vittime da quasi 68 mila a oltre 180 mila dopo un doloroso aggiornamento dei calcoli.

Varianti rinominate

L'Oms ha anche promosso una piccola rivoluzione, rinominando le varianti – ma solo quelle epidemiologicamente significative per potenziale capacità di diffusione, letalità o resistenza ai vaccini – del Covid con le lettere dell'alfabeto greco.

La variante cosiddetta indiana diventa così da oggi variante delta, quarta lettera dopo alfa (la mutazione inglese), beta (sudafricana) e gamma (brasiliana). Una nuova denominazione progressiva che dona semplicità e attinenza scientifica alla progressione genetica del virus, senza evocare numeri e definizioni scarsamente comprensibili fuori dalla cerchia scientifica.

E che soprattutto toglie una sorta di stigma morale a Paesi – a cominciare dalla Cina dell'iniziale definizione di 'virus cinese' – che hanno semmai avuto il merito di scoprire per primi la nuova variante. Un cambio che infatti è stato apprezzato dall'India.

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