La variante indiana riduce di poco la risposta degli anticorpi forniti dai vaccini mRna

SDA

18.5.2021 - 22:14

epa09110432 Empty vials that contained the COVID-19 vaccines available in Hungary, such as from AstraZeneca, Moderna, A and B of Sputnik V, Sinopharm, Pfizer-BioNTech, left to right, are seen on a table in a general practitioner's office in Nyiregyhaza, Hungary, 01 April 2021, as the national vaccination campaign against COVID-19 continues in the country. EPA/Attila Balazs HUNGARY OUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Immagine d'illustrazione
KEYSTONE

La risposta degli anticorpi neutralizzanti, indotta dai vaccini a mRna, viene ridotta di poco dalla variante indiana (B.1.616). 

SDA

18.5.2021 - 22:14

Lo indicano due studi pubblicati a pochi giorni l'uno dall'altro: uno dell'università britannica di Cambridge e l'altro dell'americana Emory University, entrambi online sul sito bioRxiv, che raccoglie le ricerche non ancora validate dalla comunità scientifica.

Sulla variante indiana sono state individuate due mutazioni, L452R ed E484Q, che sembrano contribuire alla capacità di eludere gli anticorpi. «Si temeva che il loro effetto combinato potesse essere forte nel ridurre l'efficacia degli anticorpi indotti dal vaccino, ma si è visto il loro effetto è modesto», dice all'agenzia di stampa italiana Ansa il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Bicocca di Milano.

«Un calo di 'potenza' potrebbe non essere significativo»

Nel primo studio i ricercatori di Cambridge hanno raccolto informazioni su intere sequenze del virus SarsCov2 con la mutazione L452R e hanno cercato altre mutazioni, identificando tre sottotipi della variante indiana con la mutazione L452R, in particolare del sottotipo B.1.617.2, segnalato in India e altri 40 Paesi.

Il risultato ha portato a identificare 33 persone vaccinate e contagiate, di età compresa fra 27 e 77 anni. Per la maggior parte le infezioni erano collegate al sottotipo B.1.617.2 della variante indiana.

«I due studi hanno verificato in laboratorio l'effetto di questa variante sugli anticorpi neutralizzanti indotti dai vaccini di Pfizer e Moderna e si è visto che c'è una riduzione modesta della loro attività», osserva Broccolo.

Tuttavia, aggiunge, gli esperimenti sull'efficacia dei vaccini fatti soltanto sul sangue dei convalescenti o dei vaccinati «non sono sempre una buona guida per stabilire se una variante può sfuggire all'immunità. I vaccini possono causare la produzione di grandi quantità di anticorpi e quindi un calo di 'potenza' potrebbe non essere significativo. Inoltre, il sistema immunitario nell'organismo può contare anche sulla risposta dei linfociti T, che potrebbe non risentire dell'effetto delle varianti».