Per il giornalista britannico, infatti, non solo la decisione sarebbe stata prevedibile e irritante, ma anche il frutto di un'illusione collettiva: «La presunta superiorità della cucina italiana è un mito», sostiene senza mezzi termini.
Lo scrittore di cucina racconta di combattere da anni contro quella che definisce una favola gastronomica, costruita - a suo dire - da britannici benestanti con gusti infantili, affascinati dall'Italia negli anni Novanta dopo aver abbandonato la Provenza, diventata improvvisamente troppo popolare.
Un'immagine romantica che, secondo lui, non avrebbe nulla a che fare con la realtà.
Nel suo editoriale, il giornalista chiama in causa anche nomi celebri della cucina mediatica: Jamie Oliver, Nigella Lawson, Antonio Carluccio e il River Café, un celebre ristorante londinese, avrebbero contribuito a rafforzare questa narrazione idealizzata.
«Cibo mediocre, ristoranti costosi e servizio poco cordiale»
Il risultato? Supermercati invasi da pesto industriale, pomodori secchi, gnocchi confezionati e panettoni, oltre a macchine per la pasta comprate con entusiasmo, usate una volta e poi dimenticate per sempre in fondo a un armadio.
Come sottolineato anche da «Il fatto quotidiano», Coren rivendica di conoscere bene l'Italia, ma il suo giudizio è tutt'altro che lusinghiero: racconta di aver trovato il cibo mediocre, i ristoranti costosi e il servizio poco cordiale.
A suo avviso, gli italiani non amerebbero particolarmente i turisti britannici e l'unica scelta davvero sicura resterebbe la pizza, «come negli Stati Uniti o a Wolverhampton».
«Questa sì che è cultura»
E allora, quale cucina meriterebbe davvero il riconoscimento dell’UNESCO? Per Coren non ci sono dubbi: quella britannica. Con tono apertamente sarcastico, elenca ciò che considera un autentico patrimonio culturale nazionale.
Dal toast bruciato che fa scattare l'allarme antincendio alle colazioni degli hotel economici, prodotte in serie da non meglio identificati laboratori; dagli spaghetti con ketchup ai dolci gommosi sciolti in auto sotto il sole estivo; dai noodles incollati alla tovaglia allo snakebite and black, ribattezzato ironicamente il «Barolo inglese».
Non mancano poi le salsicce Heinz con fagioli - che, secondo lui, conterrebbero tutti i gruppi alimentari esistenti - i panini al ketchup, il porridge paragonato a un isolante edile ammorbidito con acqua e, molto altro.
«Questa sì che è cultura», conclude provocatoriamente Coren, «altro che pomodori».