Le nuove tendenzeDai sex robot ai dildo a tema Trump: ecco come l'IA rivoluziona il sesso
Martin Abgottspon
25.4.2026
Gli ultimi modelli di robot del sesso sono stati esposti in una fiera a Shanghai.
DPA
Bambole sessuali AI, dildo di Trump e figure manga: l'industria mostra le sue ultime tendenze a Shanghai. La Cina rimane la fabbrica del mondo.
Martin Abgottspon
25.04.2026, 19:58
Martin Abgottspon
Hai fretta? blue News riassume per te
L’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando il mercato dei sex toys, come mostrano le novità presentate alla API Expo di Shanghai.
Le aziende puntano su bambole sempre più realistiche e su prodotti interattivi, anche se i costi elevati ne limitano ancora la diffusione.
La Cina resta il principale polo produttivo mondiale per il settore, che continua a crescere soprattutto grazie all’e-commerce.
Tra le tendenze emergono oggetti più «carini» e meno espliciti, oltre all’influenza della cultura manga giapponese.
Questo sviluppo si inserisce in un contesto di cambiamenti sociali in Cina, con calo delle nascite, aumento dei single e nuove politiche governative per incentivare matrimonio e famiglia.
Più «carini» e sempre più «intelligenti». L’evoluzione dell’intelligenza artificiale non risparmia neppure il mercato cinese dei sex toys.
Alla fiera dedicata ai prodotti per adulti (API Expo) nella metropoli di Shanghai, chiusasi pochi giorni fa, aziende cinesi e internazionali hanno mostrato le innovazioni destinate a segnare il settore nei prossimi mesi.
«La parola chiave è IA», spiega l’organizzatore Pan Chunhui. Sempre più prodotti integrano sistemi di intelligenza artificiale che li rendono «più intelligenti».
La tendenza, aggiunge, è quella di rendere le bambole sessuali sempre più simili agli esseri umani.
Accanto alle bambole, la fiera propone un’ampia gamma di articoli: da oggetti dall’aspetto innocente e giocoso, come frutti stilizzati, fino a dildo con le sembianze del presidente statunitense Donald Trump.
Non mancano inoltre prodotti da drogheria, come i gel, oltre a costumi e lingerie.
Alla fiera si possono trovare anche curiosi giocattoli con la testa di Donald Trump.
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Perché la Cina resta centrale
Il mercato dei sex toys vale miliardi e la Cina, che domina la produzione globale di beni, continua a essere il principale hub manifatturiero.
«Il mercato cinese mantiene il ruolo di fabbrica del mondo», osserva Guo Shiliang, analista finanziario della piattaforma Jing.
«La Cina è indispensabile nella nostra catena di approvvigionamento», conferma Christoph Schobert, responsabile prodotto dell’azienda Lovehoney.
Secondo lui, però, l’IA ha ancora un peso limitato a causa dei costi elevati delle bambole più sofisticate: «Per avere bambole realistiche e diffuse nelle case serviranno ancora alcuni anni».
Il mercato maschile, aggiunge, è destinato a crescere ulteriormente.
Un’altra tendenza riguarda prodotti meno esplicitamente erotici e più «carini», più facili da promuovere sui social media, dove vigono restrizioni sui contenuti.
I giocattoli sessuali stanno diventando sempre meno appariscenti, ad esempio sotto forma di frutta.
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L’influenza della cultura giapponese
Il settore guarda anche al Giappone. Alla API Expo sono presenti bambole che riprendono l’estetica dei personaggi manga. In questo segmento di nicchia, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave.
«Stiamo integrando funzioni vocali basate su IA per permettere agli utenti di interagire con le bambole», spiega Lin Guanzhi, fondatore dell’azienda Elsa Babe.
«La tecnologia consente di trasformare la fantasia in realtà».
Un mercato in trasformazione
L'API Expo è una fiera puramente commerciale: a differenza di eventi come il Venus di Berlino, a Shanghai non compaiono star dell’intrattenimento a luci rosse.
In Cina, infatti, produzione e diffusione di pornografia restano illegali e possono comportare pene detentive.
È per questo che, nonostante una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone, il mercato cinese è stato a lungo difficile da raggiungere per questo settore.
Per decenni, il tema del sesso è stato tabù. Il primo sex shop ha aperto a Pechino solo nei primi anni Novanta. Nel 2003 il Partito comunista ha allentato le restrizioni, eliminando la classificazione speciale per i «prodotti per adulti».
Da allora negozi e vendite sono aumentati, accompagnati da una crescente accettazione sociale. Il commercio online ha dato un impulso decisivo, permettendo acquisti discreti e riducendo l’imbarazzo legato ai negozi fisici.
Crescita e cambiamenti sociali
Secondo la piattaforma di analisi iiMedia, nel 2025 il commercio online di prodotti per adulti in Cina raggiungerà un valore di circa 134,85 miliardi di yuan, pari a circa 16,8 miliardi di euro.
I consumatori prestano particolare attenzione alla qualità, alle funzionalità e alla privacy. Tra le tendenze emergenti figurano prodotti pensati per le donne e soluzioni personalizzate.
La crescita del settore si inserisce in un contesto di profondi cambiamenti sociali. Il tasso di natalità ha raggiunto nuovi minimi storici e la fine della politica del figlio unico - che Pechino ha usato per controllare la crescita della popolazione per decenni - non ha invertito la tendenza, nonostante risalga ormai a dieci anni fa.
Inoltre, lo squilibrio nella popolazione tra uomini e donne - con i primi in maggioranza - si riflette anche nel mercato, che offre numerosi prodotti destinati al pubblico maschile, come masturbatori e bambole.
Alla fiera erano presenti anche maschere e costumi.
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Tra divorzi in aumento e politiche pubbliche
Parallelamente, i matrimoni restano relativamente pochi mentre la popolazione invecchia rapidamente. Sempre più giovani scelgono di restare single.
Nel 2025 si è registrato un lieve aumento delle unioni, con 6,67 milioni di matrimoni contro i 6,1 milioni dell’anno precedente, ma sono cresciuti anche i divorzi.
Pechino ha già iniziato a intervenire: da quest’anno è stata eliminata l’esenzione fiscale sui preservativi. Resta da vedere se la misura avrà effetti sulla natalità.
Il governo ha inoltre dichiarato di voler promuovere una visione più positiva del matrimonio e della famiglia, prevedendo incentivi come aiuti per l’alloggio destinati alle coppie appena sposate o alle famiglie con il primo figlio.