Ha ispirato anche un filmÈ morto Álvaro Schmid, sopravvissuto al disastro delle Ande mangiando carne umana
fon
2.4.2025
Álvaro Mangino Schmid è deceduto.
Instagram / @alvaromangino.oficial
Álvaro Mangino Schmid, noto sopravvissuto del disastro aereo delle Ande del 1972, è morto sabato a Montevideo per complicazioni dovute a una polmonite, poco prima del suo 72° compleanno.
Álvaro Mangino Schmid, sopravvissuto al disastro aereo delle Ande del 1972, è morto di polmonite poco prima del suo 72° compleanno.
La sua e le storie degli altri superstiti hanno ispirato il film «La società della neve», diretto da Juan Antonio Bayona e prodotto da Netflix.
Durante l'incidente, il pilota sbagliò rotta a causa del maltempo, causando lo schianto che costrinse i sopravvissuti a decisioni estreme per sopravvivere.
Álvaro Mangino Schmid, sopravvissuto al celebre disastro aereo delle Ande del 1972, è deceduto il 29 marzo a Montevideo, poco prima di compiere 72 anni, a causa di complicazioni legate a una polmonite.
La sua vicenda, insieme a quella degli altri 15 superstiti, ha ispirato «La società della neve», un film candidato agli Oscar prodotto da Netflix e diretto da Juan Antonio Bayona.
Il tragico incidente avvenne il 12 ottobre 1972: un Fokker F27 dell'aeronautica militare uruguaiana con a bordo 45 persone, tra cui la squadra di rugby Old Christians e alcuni loro familiari e amici, si schiantò nelle Ande a causa di un errore di valutazione del pilota durante un cambiamento di rotta imposto dalle avverse condizioni meteo.
Il salvataggio e il cannibalismo
Dopo aver superato il terribile impatto, che lasciò in vita solo 33 dei 45 passeggeri, la situazione disperata portò i superstiti a fare scelte esasperate per sopravvivere in condizioni estreme per il freddo e la fame. Alla fine si salvarono solo in 16.
Una radio funzionante rivelò loro che erano stati dichiarati morti e che le ricerche erano state sospese fino a gennaio. Questo li spinse, una volta esaurite tutte le altre risorse, a nutrirsi dei corpi dei compagni deceduti nell'incidente, un atto che Mangino descrisse come la decisione più difficile della sua vita.
Il salvataggio avvenne solo dopo che tre dei superstiti, in una disperata marcia di dieci giorni, trovarono un pastore che li aiutò a contattare le squadre di soccorso, culminando nel recupero dei rimanenti sopravvissuti con l'aiuto degli elicotteri.