«M'ha distrutto la vita» Ecco le immagini da Niscemi, il paese italiano che sta pian piano crollando nel vuoto

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11.2.2026 - 13:55

Niscemi si trova su una collina che si affaccia sulla piana di Gela e dalla fine di gennaio ha iniziato a franare a causa del passaggio del ciclone Harry. Ciò ha costretto circa 1'500 persone a lasciare le proprie case, molte delle quali sono già precipitate nel nulla, lasciando diversi abitanti senza più niente.

Sara Matasci

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Il Paesi di Niscemi, in Sicilia, si trova su una collina e dalla fine di gennaio ha iniziato a franare a causa del passaggio del ciclone Harry.
  • Ciò ha messo in pericolo 300 famiglie e ha costretto 1'500 persone a lasciare le proprie case, molte delle quali sono già precipitate nel nulla, lasciando centinaia di abitanti senza più niente.
  • Un abitante ha raccontato: «Vedere i luoghi della mia infanzia distrutti è devastante. Il giorno della frana ero da mia sorella e al mio ritorno ho trovato la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco. Mi sono sentito strappare il cuore».
  • Lunedì è crollata anche la croce del Paese, che era stata eretta in memoria della chiesa distrutta da una precedente frana, quella del 1997, e che era un simbolo di speranza per la comunità.
  • Ora gli occhi sono puntati sulla biblioteca comunale, che si trova sul precipizio da ormai diversi giorni e una parte di essa è già crollata, dove si trovano 4'000 volumi, ma non solo.

Niscemi sta pian piano precipitando nel vuoto. Il paese siciliano, in provincia di Caltanissetta, si trova su una collina che si affaccia sulla piana di Gela e dalla fine di gennaio ha iniziato a franare a valle a causa del passaggio del ciclone Harry, che ha devastato anche altre zone del Sud Italia.

A Niscemi questo evento ha coinvolto un'area di circa 4 km, mettendo in pericolo la vita di 300 famiglie e costringendo 1'500 persone a lasciare le proprie case, molte delle quali sono già crollate nel nulla, lasciando centinaia di abitanti senza più niente.

«Mi sono sentito strappare il cuore»

Del dramma che queste stanno vivendo si è parlato nell'ultima puntata di «Verissimo», su Canale 5. Giovanni Lo Monaco e Giusy Muscia, due residenti che hanno perso tutto, hanno condiviso le loro storie.

Come riporta «Il Messaggero», il primo ha raccontato il suo dolore, ricordando un sogno premonitore: «Vedere i luoghi della mia infanzia distrutti è devastante. Mia madre mi è apparsa in sogno, dicendomi di scappare. Il giorno della frana ero da mia sorella e al mio ritorno ho trovato la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco. Mi sono sentito strappare il cuore», ha detto.

Dal canto suo, Giusy ha aggiunto che la sua casa si trova nel cuore della zona rossa ed è diventata un simbolo di vita sospesa. Ha anche parlato della madre, ora in una casa di riposo per sicurezza: «Mia mamma vorrebbe stare con noi, ma non può. Ho paura che si lasci andare. La frana mi ha distrutto la vita».

Nonostante l'angoscia, Giusy ha lanciato un messaggio di resilienza, affermando che solo l'unione della comunità di Niscemi potrà aiutarli a superare questo momento difficile.

Entrambi gli ospiti hanno infine criticato il silenzio delle istituzioni, chiedendo un intervento rapido per evitare che il paese sprofondi ulteriormente.

Crollata la croce simbolo e ora preoccupa la biblioteca

Lunedì è tra l'altro anche crollata la croce del Paese, che era stata eretta in memoria della chiesa distrutta da una precedente frana, quella del 1997, e che era un simbolo di speranza per la comunità.

Il sindaco Massimiliano Conti ha espresso il suo dolore per l'accaduto, sottolineando l'importanza che aveva per tutti i cittadini. 

Ora gli occhi sono puntati anche sulla biblioteca comunale. L’edificio bianco, basso e lungo, si trova sul precipizio da ormai diversi giorni e una parte di questo è già crollata.

Al momento è impossibile provare a salvare i 4'000 volumi, ma non solo, custoditi al suo interno perché è troppo pericoloso avventurarsi nella struttura per procedere all'operazione. 

Da sottolineare che negli archivi della biblioteca c’è la memoria di una comunità antichissima. Un pezzo di quella storia locale che contribuisce all’identità collettiva, custodito nel cuore del quartiere Sante Croci, il più colpito dalla frana.

Tanto che il mondo della cultura, con gli scrittori siciliani davanti a tutti, ma non solo, si sono mobilitati e hanno lanciato un appello per cercare di tenere alta l’attenzione verso la salvaguardia di questo patrimonio comune.

Divieto assoluto di accesso su un'area di 150 metri

La Protezione Civile ha stabilito un divieto assoluto di accesso su un'area di 150 m, ma con il continuo avanzare della frana l'area a rischio è stata estesa a 25 km quadrati. Le previsioni di nuove piogge nella regione destano ulteriore preoccupazione.

Nonostante le critiche, le autorità locali e nazionali stanno lavorando per affrontare l'emergenza. Come riporta «Il Sole 24 Ore», il capo del dipartimento della protezione pivile, Fabio Ciciliano, ha visitato Niscemi per coordinare le azioni necessarie. La premier Giorgia Meloni ha in programma di tornare in visita nei prossimi giorni.

Dal canto suo Salvatore Cocina, capo della protezione civile regionale, ha dichiarato che sono in corso indagini complesse per raccogliere nuovi dati sulla frana. Esperti e università stanno collaborando per comprendere meglio il fenomeno e fornire assistenza alle famiglie sfollate.

Domani, giovedì 12 febbraio, è inoltre previsto un sopralluogo da parte dei consulenti tecnici e della Procura di Gela per esaminare il fronte della frana. Le indagini mirano a determinare se potevano essere adottate misure preventive dopo il primo episodio del 1997.

La storia di Niscemi

Niscemi, che conta quasi 25'000 abitanti, si trova sulla costa sud-occidentale della Sicilia, a 330 metri di altitudine e a circa 22 chilometri dal mare.

La sua storia - come si legge sul sito de «TG La 7» - è antichissima, risalente al periodo neolitico, con insediamenti che si sono sviluppati attraverso le epoche dei Sicani, Siculi, e successivamente sotto le influenze greche, romane e cartaginesi.

La città ha subito distruzioni e ricostruzioni, come nel 1143 quando i Normanni fondarono una nuova città chiamata Nixenum.

Nel 1693, Niscemi fu colpita dal devastante terremoto della Val di Noto, che distrusse gran parte della città. Questo evento sismico, uno dei più catastrofici dell'isola, portò alla morte di 54'000 persone e alla distruzione di 45 centri abitati. La ricostruzione della città contribuì allo sviluppo del famoso barocco siciliano.

Un vigile del fuoco nella zona rossa.
Un vigile del fuoco nella zona rossa.
IMAGO/Avalon.red

Zona ad alta pericolosità sismica e soggetta a diverse frane

La zona è classificata come ad alta pericolosità sismica (Zona 2), con attività sismica frequente ma generalmente di bassa magnitudo. Ma il territorio su cui sorge è particolarmente vulnerabile ai dissesti idrogeologici, soprattutto durante periodi di piogge intense. La città è infatti costruita su strati di argille e sabbie, che tendono a scivolare facilmente quando l'acqua si infiltra.

Storicamente, Niscemi ha subito diverse frane, come quella del 19 marzo 1790, che durò otto giorni senza causare vittime. Un'altra frana significativa si verificò il 12 ottobre 1997, che portò allo sfollamento di 1'000 persone. Nonostante le promesse di interventi rapidi, la ricostruzione è stata segnata da ritardi e inefficienze.

Recentemente documenti del 2022 hanno rivelato che i tecnici avevano avvertito il Governo siciliano del movimento della frana, ma gli interventi necessari non sono stati realizzati. 

Il sindaco di Niscemi, Conti, ha dichiarato di aver sollecitato ripetutamente le autorità competenti, ma solo nel dicembre 2025 sono stati ottenuti i fondi per le fasi 2 e 3 della frana del 1997.

Dal canto suo Musumeci, capo della protezione civile, ha espresso la necessità di un'indagine amministrativa per comprendere le cause della mancata azione nel 1997. Ha sottolineato l'importanza di valutare se la frana possa coinvolgere altre aree del centro abitato e ha promesso di discutere la questione al Consiglio dei ministri.

Un team di esperti, composto da geologi e specialisti, è stato incaricato di valutare la situazione e riferire sul destino di Niscemi. L'obiettivo è comprendere se il fenomeno potrà estendersi ulteriormente, garantendo ai residenti la possibilità di pianificare il loro futuro con maggiore sicurezza.

L'area dove è vietato entrare.
L'area dove è vietato entrare.
IMAGO/Anadolu Agency