«Falsi italiani»?Ecco perché un ministro italiano a Bruxelles sta dando di matto per la carbonara
Sven Ziegler
21.11.2025
Una salsa alla carbonara sta causando malumori in Italia
KEYSTONE
Nel supermercato del Parlamento europeo, a Bruxelles, il ministro italiano dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida scopre una salsa carbonara con pancetta, panna e il tricolore sull'etichetta. Decide quindi di lanciare l'allarme. Roma parla di «falso italiano», mentre l'associazione degli agricoltori di perdite miliardarie.
Sven Ziegler
21.11.2025, 07:45
21.11.2025, 08:44
Sven Ziegler
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Il ministro dell'Agricoltura italiano Lollobrigida ha scoperto sul mercato del Parlamento europeo a Bruxelles sughi pronti etichettati con «pancetta italiana» e anche la bandiera della Penisola, ma non provenienti dall'Italia.
Per Roma si tratta di un esempio di prodotti «italianeggianti», per cui la Coldiretti denuncia una perdita annuale di circa 120 miliardi di euro per l'economia italiana.
Sebbene i sughi Delhaize riportino in etichetta ingredienti italiani, non dichiarano esplicitamente di essere prodotti nel Bel Paese.
L'Italia ha un nuovo «scandalo» da affrontare: quello della pasta. Ma non a Roma, ma in un supermercato del Parlamento europeo a Bruxelles.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha infatti scoperto barattoli di sughi pronti che dovrebbero assomigliare ai «veri» classici italiani, ma che secondo lui non lo sono. Il risultato? Un'indignazione pubblica e il prossimo scambio di colpi politici sulla questione di quanto l'Italia debba effettivamente essere «all'italiana».
Il ministro del partito nazionalista di destra Fratelli d'Italia, della premier Giorgia Meloni, si è imbattuto in una salsa alla carbonara che pubblicizza «Italiaanse pancetta» - cioè con pancetta - e in una salsa di pomodoro con cipolle «della Calabria».
Per i puristi si tratta di un sacrilegio sotto diversi aspetti: la classica carbonara romana si prepara infatti con il guanciale (e non la pancetta) e anche senza panna. Tuttavia, secondo il «Guardian», una delle salse è composta per quasi il 40% da panna.
L'Italia lotta da anni
Lollobrigida ha scritto su Facebook che questi prodotti incarnano «il peggio» del fenomeno del cibo «dal sapore italiano».
È «inaccettabile» che tali vasetti vengano venduti in un negozio all'interno del Parlamento europeo, tra tutti i luoghi, e ha ordinato «controlli immediati».
L'Italia si batte da anni contro i cosiddetti prodotti «Italian sounding», ovvero prodotti che giocano con colori, nomi o simboli di origine italiana senza provenire effettivamente dal Bel Paese.
L'associazione degli agricoltori Coldiretti parla di una perdita economica di circa 120 miliardi di euro all'anno e avverte che più di due terzi di tutti i prodotti agricoli «italiani» commercializzati nel mondo non hanno alcun legame con l'Italia.
Paradossalmente, i maggiori contraffattori si trovano in Paesi industrializzati come gli Stati Uniti, si legge in un comunicato.
Questa salsa alla carbonara sta facendo discutere in Italia.
Delhaize
Il mercato della pasta e dei formaggi in particolare è pieno di imitazioni: dal «Parmesan» del Wisconsin alla pseudo-mozzarella. Per Roma non è solo una questione di soldi, ma anche di identità culinaria e di sovranità su ricette che da tempo sono state globalizzate.
Le salse ora criticate provengono dal marchio della catena di supermercati belga Delhaize e recano una bandiera italiana sulla confezione, come riporta il Guardian.
La tempistica non è probabilmente una coincidenza
Secondo la normativa europea, un prodotto può essere considerato ingannevole se l'etichettatura e la presentazione suggeriscono un'origine diversa da quella reale.
È proprio qui che entra in gioco Lollobrigida quando sostiene che i clienti potrebbero essere ingannati sulla vera origine del prodotto.
Tuttavia, secondo quanto riportato da Bruxelles, le salse non riportano esplicitamente la dicitura «Made in Italy» né negano la loro origine belga, ma si limitano a contenere singoli ingredienti provenienti dall'Italia.
Se questo costituisca effettivamente un «inganno» in senso giuridico dovrà essere esaminato dalle autorità di controllo. Secondo i media italiani, il ministro ha chiesto alle autorità competenti un'indagine formale.
La tempistica dello scandalo non è casuale
La tempistica dello scandalo non è casuale: l'Italia è attualmente in attesa della decisione dell'Unesco sul riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale.
Un'eventuale approvazione fornirebbe a Roma ulteriori munizioni per agire sulla scena internazionale contro la presunta «diluizione» della propria cultura alimentare.
Anche partiti politici come Fratelli d'Italia utilizzano la questione per mettere in scena una demarcazione culturale: la lotta contro il «falso italiano» diventa rapidamente un segnale politico-identitario per il proprio elettorato.
Il fatto che gli interessati continuino ad acquistare lasagne surgelate e sughi pronti nella loro vita quotidiana è una delle contraddizioni di questo dibattito.
Delhaize non ha ancora commentato pubblicamente le critiche.